Nell'introdurre questa nuova sezione, per la quale vogliamo ringraziare Kabu & Friends, Gogetto e la Star Comics (dai cui albi abbiamo attinto alcuni termini)... ci preme ricordarvi che in Giappone gli uomini usano spesso un linguaggio differente da quello delle donne (è vero che ci sono differenze anche tra il gergo usato dai giovani e quello degli adulti, ma questo succede più o meno ovunque! ^__- ). In particolare le giapponesi generalmente preferiscono mantenere nelle parole le particelle onorifiche (per esempio O-) al contrario dei loro connazionali di sesso maschile. Addirittura ciò succede persino nei nomi dei cibi, come per esempio l'obento che i ragazzi (maschi) spesso chiamano semplicemente bento... ma addentriamoci nei particolari...

| Suffissi | Termini usati in famiglia o nella comunità |

| Saluti | Termini d'uso comune | Numeri |

| Giorni della settimana | Mesi dell'anno |

Nii-chan, Nii-san, Nii-sama
Significa fratello maggiore ed è usato sia da solo che come suffisso. A seconda del grado di confidenza, si sceglie il suffisso più appropriato. Può essere preceduto da o- che è un prefisso onorifico.

Aniki, Aneki
Modo informale per chiamare il fratello/sorella maggiore, meno infantile rispetto a nii-chan/nii-san, ed usato spesso dai ragazzi più grandi.

Nee-chan, Nee-san, Nee-sama
Significa sorella maggiore, vale lo stesso discorso di nii-chan/san/sama. Può essere preceduto da o- che è un prefisso onorifico.

Otouto
Fratello minore, in genere non si aggiungono suffissi.

Imouto, Imouto-san
Sorella minore, imouto-san indica maggiore rispetto.

Onii-chan, Onii-san
Termine usato a volte dai bambini per riferirsi ad una persona più grande di loro che non conoscono.

O-jou-chan
Ragazza di famiglia ricca o comunque benestante (il suffisso O- viene appunto usato come titolo onorifico). Spesso viene usato anche per riferirsi a ragazze normali, per sottolineare che sono degne di rispetto e ben educate.

O-tou-san
Papà. In genere si aggiunge -san come suffisso, ma viene usato spesso anche (o)tou-chan ed in rari casi anche 'papa'.

O-kaa-san
Mamma. Come per il padre esiste la versione più affettuosa (o)kaa-chan e la versione più rara, occidentalizzata, 'mama'.

Shounen
Ragazzo. Termine usato anche per indicare manga e anime rivolti principalmente ad un pubblico maschile.

Seinen
Termine poco usato, sta ad indicare giovani dai 18-20 anni in su, mentre il termine shounen sarebbe più adatto a ragazzi di età inferiore anche se poi viene assunto come generico.

Shounen-ai
Termine che indica una storia d'amore (ai) omosessuale tra due ragazzi (shounen) ma nella quale non ci sono esplicite scene di sesso.

Bishounen
Bel ragazzo. A volte viene usato per indicare ragazzi belli ma anche effeminati.

Yaoi
Termine che indica storie d'amore omosessuale tra ragazzi/uomini, principalmente focalizzate sul sesso. In genere viene usato per indicare opere (manga/anime/fanfiction ecc...) spesso prive di ogni contenuto ma con scene di sesso piuttosto esplicite. L'acronimo YAOI deriva dall'unione delle iniziali dei termini YAmanashi, Ochinashi, Iminashi, ovvero: nessun climax, nessuna trama, nessun senso.

Yuri
Equivalente al femminile dello yaoi, che indica storie d'amore omosessuale tra ragazze/donne, principalmente focalizzate sul sesso.

Shoujo
Ragazza. Termine usato anche per indicare manga ed anime rivolti principalmente ad un pubblico femminile.

Bishoujo
Bella ragazza.

Senpai
Come per nii (fratello maggiore) può essere usato sia da solo che come suffisso. Sta a indicare una persona che è più grande ed ha più esperienza in un certo campo (nel lavoro, nella scuola ecc...).
Ad esempio gli studenti del primo anno chiameranno quelli del secondo col suffisso -senpai e non con altri come -san o -kun.

Sensei
Significa maestro; è usato sia da solo che come suffisso e indica chi è esperto in una determinata disciplina, e di conseguenza spesso anche chi è in grado di insegnarla ad altri.