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Nell'introdurre questa nuova sezione, per la quale vogliamo ringraziare Kabu & Friends, Gogetto e la Star Comics (dai cui albi abbiamo attinto alcuni termini)... ci preme ricordarvi che in Giappone gli uomini usano spesso un linguaggio differente da quello delle donne (è vero che ci sono differenze anche tra il gergo usato dai giovani e quello degli adulti, ma questo succede più o meno ovunque! ^__- ). In particolare le giapponesi generalmente preferiscono mantenere nelle parole le particelle onorifiche (per esempio O-) al contrario dei loro connazionali di sesso maschile. Addirittura ciò succede persino nei nomi dei cibi, come per esempio l'obento che i ragazzi (maschi) spesso chiamano semplicemente bento... ma addentriamoci nei particolari...
-chan
Questo suffisso è un vezzeggiativo usato solo tra persone che si trovano in confidenza. In genere viene utilizzato dopo nomi di bambine o di bambini, finché non raggiungono una certa età, ma anche in famiglia, tra amici molto stretti, fidanzati e dopo nomi dei propri animali domestici.
Spesso nei rapporti tra compagni di classe i ragazzi usano il -chan con le compagne con le quali hanno un minimo grado di conoscenza e confidenza o che comunque trovano simpatiche.
Usato tra uomini può essere offensivo, proprio perché è un vezzeggiativo, quindi può essere anche usato come presa in giro soprattutto nei confronti di un ragazzo.
Volendo dargli un significato si potrebbe tradurre con "piccolo/a" o "carino/a".
-kun
Kun non si può tradurre in alcun modo nella nostra lingua; è un suffisso utilizzato dopo nomi di persone più giovani (in genere di sesso maschile, ma un superiore potrebbe usarlo anche con le femmine). È meno confidenziale di -chan e viene usato spesso tra compagni di scuola o colleghi di lavoro (coetanei). Non va mai usato per chiamare un superiore.
Anche questo suffisso può essere usato come presa in giro, soprattutto quando riferito a persona sopra i 25 anni di età che non è un dipendente, perché teso a sottolineare l'inesperienza del soggetto rispetto a colui che sta parlando.
-san
Lo si potrebbe tradurre come Signore/a, e in effetti è questo il suo significato. Viene usato molto spesso nei confronti di persone con cui non si ha molta confidenza, anche se queste sono compagni di scuola; oppure con persone con cui si ha confidenza ma si vuole, per educazione e in segno di rispetto, evitare di usare altri suffissi. Ad esempio, nelle scuole molto spesso i ragazzi usano -san con le compagne, mentre queste usano più spesso -kun con i ragazzi con cui non hanno molta confidenza, e nessun suffisso con quelli con cui hanno un rapporto più stretto.
-sama
Come -san è un suffisso che si usa come il nostro "Signore/a" ma indica maggiore rispetto. È usato dopo nomi di Dei (Kami-sama ad esempio) ma anche di persone nei confronti delle quali si vuole evidenziare che le si rispetta in modo particolare, in genere persone di alto rango.
Viene anche utilizzato con persone che non si conoscono, con le quali in Giappone si usa sempre un tono generico/onorifico. Ad esempio per indirizzare una lettera viene utilizzato il -sama, così come per rivolgersi ai pazienti negli ospedali.
-dono
È come usare -san, ma è leggermente più rispettoso: a voler essere precisi si tratta di una via di mezzo tra -san e -sama.
-jin
Significa genericamente "persona", ed usato dopo il nome di un Paese/Nazione e sta indicare la provenienza di un popolo. Per esempio Saiya-jin significa gente di Saiya. Può essere usato anche per contare un gruppo di persone.
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