Quella che ospitiamo in questa pagina non può essere definita semplicemente una fanfic! ^_- Si tratta piuttosto di un vero e proprio romanzo a puntate che vi coinvolgerà sempre di più, finché non ne conoscerete la conclusione. Non spaventatevi se vi sembrerà troppo lunga... vedrete che la lettura vi appassionerà così tanto, da scorrere senza quasi accorgervene...! Buon divertimento! ^_^



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PREMESSA

Questa storia, che si propone come una quarta serie di Dragon Ball, è ambientata 7 anni dopo la sconfitta dei draghi malvagi e non tiene in considerazione né il finale del GT (quello con la vecchia Pan e Goku e Vegeta Jr.) né tantomeno Goku Gaiden.
Questa serie non rinnega il GT, ma lo considera molto a grandi linee. Alcuni personaggi caratteristici dello stesso GT (Pan, Ub, Bra, Marron) saranno da me totalmente reinterpretati secondo le mie idee; infatti, la mia fonte di ispirazione è lo stile di Dragon Ball Z con una trama lunga e articolata e battaglie a ripetizione, con l'uso di tutte le migliori tecniche che i fans del manga hanno imparato ad amare.
Ogni "tot" capitoli verranno riportati i livelli di combattimento dei personaggi come punto di riferimento per rendersi conto della potenzialità dei guerrieri Z/GT.

Si ringrazia il mio amico C-17 per l'idea dell'Iper Team presente anche nella mia fanfiction.

EPISODIO 1 - NUOVI NEMICI

Le praterie di Shinzuku, un luogo selvaggio ed incontaminato situato all'estremo Sud del mondo. In quanto dichiarato riserva naturale, la fauna di quel luogo non aveva praticamente mai avuto nulla a che fare con presenze umane, se non per qualche raro sondaggio da parte degli addetti al parco. Un branco di Triceratopi pascolava sparpagliato per la grande distesa verde, alcuni maschi di questi animali, che potevano raggiungere i 9 metri di lunghezza e le 20 tonnellate di peso, si scontravano tra loro per ribadire la gerarchia del branco. Più in la un enorme sauropode dal collo lungo si abbeverava al lago azzurro mentre sulla sponda opposta un Tirannosauro stava divorando il cadavere di un dinosauro dal becco d'anatra appena ucciso; uno stormo di rettili volanti compiva movimenti circolari nel cielo azzurro sovrastante nell'attesa che il predatore finisse il suo pasto e si potesse usufruire dei suoi avanzi.
All'improvviso qualcosa oscurò il cielo, era troppo grande per essere un rettile volante, nessuna creatura al mondo poteva vantare dimensioni tali da oscurare il sole per una superficie di decine e decine di metri come stava accadendo in quel momento. Si dice che gli animali sappiano per istinto quando qualcosa che non hanno mai visto possa essere per loro pericoloso, anche se a dire la verità era molto difficile che quella enorme nave spaziale non suscitasse timore; pertanto, non c'era nulla da stupirsi se tutte le creature interruppero le proprie attività per allontanarsi il più possibile dal luogo di atterraggio del veicolo i cui reattori bruciavano l'erba sottostante prima che i motori si spegnessero ed un grande portale si aprisse su una delle fiancate. Ne uscì una figura femminile. Una ragazza dall'aspetto per certi versi comune e per certi versi raro; non avrebbe faticato a passare inosservata tra gli umani, anche se in molti non avrebbero potuto esimersi dal voltarsi per ammirarne la bellezza. Era una creatura divinamente perfetta: la sua pelle chiara era aliena a qualunque piccola imperfezione, i suoi lineamenti erano perfetti come neppure con l'immaginazione si sarebbe potuto concepire di meglio. Sembrava quasi eterea, un universo a parte, tutto suo, circondato da un alone di beltà quasi tangibile. Portava i capelli biondi e lunghissimi che le arrivavano fino alla parte posteriore delle cosce e i suoi occhi erano di colore verde scuro e profondo come una foresta immacolata. Indossava un vestito da festa, come quello delle principesse delle favole, con la gonna lunga che ne copriva totalmente i piedi, di un colore arancione molto vistoso e sgargiante, ma non sfacciato o volgare: era di una tonalità rilassante e piacevole da guardare. Quando si spostava, non camminava, restava leggermente sospesa in aria e fluttuava lentamente. Si sistemò i capelli con le mani perfette con le unghie esaltate da uno smalto dello stesso colore del vestito, quindi si voltò in direzione dell'astronave da cui era appena uscita e si rivolse a colei che le veniva immediatamente appresso "Così questa è la Terra! È un pianetucolo abbastanza insignificante, sei davvero certa che colui che è mortale, ma al contempo l'essenza divina, viva su questo pianeta, Tzukin?".
Tzukin fece la sua apparizione. Era una bellissima ragazza, perfetto esempio di guerriera saiyan di pura razza, che poi non si differenziava molto da una ragazza terrestre se non per due cose: la lunga coda marrone che le spuntava dalla parte posteriore del bacino ed il fatto che il suo fisico, per quanto allenato e reduce da mille battaglie, non avesse perso nulla della sua grazia femminile. Le donne saiyan erano diverse dai maschi sotto questo aspetto; infatti, mentre questi ultimi sviluppavano muscolature possenti manifestando visibilmente la loro forza erculea, le donne non subivano alcuna modifica fisica, senza che questo comportasse una inferiore potenza rispetto ai compagni maschi. A differenza dei terrestri, le cui rappresentanti femminili sono mediamente penalizzate sul piano della forza fisica rispetto ai maschi, per i Saiyan non vi è alcuna differenza tra la forza degli uomini e quella delle donne. Nonostante questo, sono poche le donne saiyan a cui viene permesso di allenarsi ed andare a combattere, questo perché le donne saiyan sono abbastanza rare rispetto ai maschi, in media è stato stimato che sul pianeta Vegeta nascesse una saiyan femmina ogni 10 saiyan maschi, per tanto veniva ritenuto importante preservarle dai pericoli, vista la loro importanza per la procreazione della specie. Questa disparità di numero tra maschi e femmine su Vegeta non era un fatto privo di senso: era un fatto naturale che faceva sì che solo i Saiyan più potenti e determinati potessero trasmettere i loro geni ai Saiyan di generazioni future; il fatto che le donne fossero così rare, portava a violentissimi scontri tra i maschi saiyan tra i quali avveniva una spietata selezione, i più forti riuscivano a trovare una femmina, mentre i più deboli erano destinati a veder estinguere la propria discendenza. Ciò faceva sì che la forza media della popolazione saiyan si mantenesse elevata per ogni generazione.
Quando Freezer distrusse il pianeta Vegeta, tutti pensarono che non esistessero più donne saiyan in tutto l'universo, ma Tzukin era la prova vivente che questa convinzione era errata, lei era l'ultima del suo genere, nonostante il modo in cui fosse sfuggita a Freezer fosse avvolto nel più folto mistero. Così come era avvolto nel mistero il motivo per cui aveva deciso di scendere sulla Terra. Solo una cosa era certa, stava cercando qualcosa... o qualcuno.
Come tutti i Saiyan, aveva i capelli nerissimi e dello stesso colore erano gli occhi, anche se uno dei due era coperto da uno scouter, rilevatore del tutto simile a quello utilizzato tempo addietro dai soldati di Freezer: una lente di colore verde scuro ne copriva l'occhio sinistro e una struttura meccanica teneva l'oggetto attaccato all'orecchio di lei. Un attento osservatore avrebbe senza dubbio notato nella suddetta parte meccanica delle differenze nella forma rispetto ai vecchi scouter di molto tempo addietro, ma ciò non avrebbe dato modo di capirne esattamente le differenze nell'utilità e nel funzionamento. Il suo fisico era perfetto e le sue deliziose rotondità erano esaltate dal vestito che indossava. Non era la classica armatura da combattimento dei Saiyan, sembrava che a lei non importasse avere protezioni supplementari, segnale inequivocabile di forza e sicurezza nei propri mezzi. Era un vestito semplice, adatto alla battaglia fatto di una stoffa sconosciuta sulla Terra per come sapeva adattarsi perfettamente alla fisionomia del corpo, dando quasi l'impressione, nella sua leggerezza, di non essere nemmeno indossato da chi lo portava. Era di colore blu molto scuro, tendente al nero e ricopriva completamente la parte inferiore del suo corpo, il vestito era talmente aderente alle sue gambe e ai suoi glutei, che sembrava che quello fosse semplicemente il loro colore naturale, lo stesso valeva per la parte superiore del corpo, del quale venivano lasciati scoperti solo il collo, le braccia e la parte superiore del petto, che era coperto sin sopra i seni e sorretto poi da due strisce di tessuto che si incrociavano dietro al suo collo.
La saiyan rispose dunque alla compagna "I capi supremi in certe cose non sbagliano, lo sai bene Dafne! Colui che stiamo cercando non può che essere qui, o, se non è qui, vi ha comunque passato un lunghissimo arco di tempo: la sua locazione è stata rilevata 7 anni fa nell'occasione dello sprigionamento di una colossale quantità di energia". I loro discorsi vennero interrotti da una presenza maschile che le raggiunse "Precisamente! Allora Tzukin, il piano proseguirà come abbiamo stabilito? Senza variazioni?"
Le due donne si voltarono verso il nuovo venuto. Dall'aspetto lo si sarebbe facilmente scambiato per un essere umano. La sua statura era da considerarsi non disprezzabile in relazione alla media terrestre. Aveva le sembianze di un bellissimo ragazzo dalla carnagione chiara, di una perfezione che non poteva non far sorgere dei dubbi sulla sua natura terrestre, indipendentemente dal fatto che vi fosse giunto per mezzo di una nave spaziale. I suoi occhi erano grandi e blu, che ne esaltavano lo sguardo penetrante e sicuro, uno sguardo senza esitazioni, glaciale. I suoi capelli erano dello stesso colore, pettinati a caschetto con maniacale perfezione; sembrava che di quel capo nulla potesse essere tollerato, se fuori posto. Si poteva intuire avesse un fisico robusto, anche se non eccessivo, nonostante gran parte di esso fosse celato da un mantello bianco che ne copriva le spalle e rendeva visibile solo una parte delle braccia. Del vestito sottostante si poteva vedere solo la parte anteriore la quale però non dava molto spazio all'immaginazione: era anch'esso un vestito semplice ed essenziale, nonostante sembrasse dotato di una protezione più spessa rispetto a quello di Tzukin. Il suo colore era azzurro chiaro e la parte superiore era collegata a quella inferiore da una cintura nera dalla chiusura dorata. Lui era l'unico, tra tutti coloro che erano giunti sulla Terra, a non indossare il rilevatore per motivi che, non conoscendone le origini, sarebbero stati ignoti.
"Sì Erin, è un piano su cui ho riflettuto a lungo ed ho il pieno consenso da parte dei capi supremi per portarlo a compimento! Colui che è mortale, ma ha in sé l'essenza divina, ha spesso combattuto per difendere questo pianeta, non so esattamente perché, ma sembra che costui abbia molto a cuore la sorte di questi miseri terrestri! Mi pare inconcepibile che un guerriero, che i capi supremi sospettano essere persino della mia razza, decida di sprecare la sua potenza, che non ha eguali al di fuori del nostro pianeta Alzeryot, per difendere questo pianeta miserabile, ma del resto sono affari suoi! Tutto quello che ci interessa è che si faccia vivo dinanzi a noi, in modo da poter proseguire con la seconda parte del nostro piano" rispose Tzukin, mentre si guardava intorno per meglio valutare la fisionomia del pianeta e, col proprio rilevatore, faceva un rapido sondaggio sulla potenza media degli abitanti del pianeta. "Ho probabilmente sottovalutato i terrestri: la stragrande maggioranza di loro ha una forza combattiva insignificante, inferiore a 5, ma ci sono alcuni di loro che riescono ad entrare nell'ordine delle decine di milioni... e qualcuno anche di più" affermò Tzukin, sorpresa ma allo
stesso tempo divertita. "C'è qualcuno di loro che può crearci delle grane?" domandò Erin. "No Erin, lo escludo! Nessuno di loro ha alcuna speranza, nelle condizioni attuali, di poter impensierire anche uno solo di noi" rispose Tzukin per rassicurarlo. "Tuttavia, se davvero come si dice in giro ci sono dei Saiyan, i calcoli che abbiamo fatto finora potrebbero essere smentiti a causa delle trasformazioni che vengono utilizzate dai membri della mia razza" aggiunse la saiyan." Il nostro rilevatore è un modello avanzato, immune a qualunque tentativo di limitazione aurea: quando si trova di fronte ad un avversario, il nostro rilevatore è in grado di misurarne la forza massima, anche se in quel momento non la sta utilizzando tutta. Purtroppo però non è in grado di prevedere aumenti di livello conseguenti a trasformazioni" disse Dafne mentre si portava all'orecchio il proprio rilevatore dalla lente rosa. "E neppure con chi non ha auree, come gli androidi o i cyborg.... come me!" concluse Erin per poi rivolgersi nuovamente a Tzukin. "Allora utilizzeremo la sfera dell'anima come stabilito?" . La saiyan iniziò a concentrarsi generando una sfera di energia tra le proprie mani. Questa fluttuò per un breve periodo in aria, per poi diventare una sfera di un materiale trasparente come il vetro, ma sicuramente ben diverso dal vetro terrestre. "La sfera dell'anima è una delle tecniche più antiche utilizzate dagli abitanti di Alzeryot: consente, se generata in un determinato pianeta, di convogliarvi le anime di tutte le nostre vittime eliminate sul pianeta stesso" affermò Tzukin, mentre la sfera ridiscese verso il basso per poi fermarsi a fluttuare a mezzo metro da terra. Un rumore di passi, migliaia e migliaia di passi, si udirono dietro di lei: l'esercito che era stato trasportato sull'astronave era sceso agli ordini dei tre ufficiali, Tzukin , Dafne ed Erin. La maggior parte di loro erano semplici soldati, altri erano sicari scelti del pianeta Alzeryot, dotati di una forza molto superiore a quella dei soldati, anche se non raggiungeva il livello dei tre capi. Dopo aver scaricato tutte le truppe, l'astronave si rialzò in volo per allontanarsi da quel pianeta dove si sarebbe scatenato l'inferno. Tzukin fece un cenno di assenso e tutte le truppe si alzarono in volo per dirigersi verso i centri abitati ad iniziare gli spargimenti di sangue che avrebbero riempito la sfera dell'anima. Rimasero solo Tzukin, Erin e Dafne. "Mentre i soldati pensano a procurare anime per la sfera, direi che noi dovremmo concentrarci sulla ricerca di colui che è mortale ma ha l'essenza divina" disse Erin rivolgendosi a Tzukin la quale annuì. "Tu andrai a occidente, Dafne a oriente, mentre io resterò qui a guardia della sfera dell'anima". Erin fece un cenno di intesa, si alzò in volo e si diresse a tutta velocità verso occidente. "Io, come stabilito, mi recherò invece a oriente, sono proprio curiosa di vedere chi di noi tre si troverà di fronte colui che è mortale ma ha essenza divina" disse sorridendo Dafne. Quindi congiunse le mani, chiuse gli occhi e sparì nel nulla con una tecnica del tutto simile a quella del teletrasporto. Tzukin rimase da sola; solo il rumore del vento si udiva mentre passava per l'erba della prateria. La saiyan sorrise "Questa prateria è piena di forme di vita animale, tante belle anime che contribuiranno a riempire la nostra sfera dell'anima... Del resto, questa sarà la tomba di chiunque sarà tanto audace... o stupido... da venirmi ad affrontare, compreso colui che è mortale ma ha la divina essenza, non posso di certo farli morire in un paesaggio così bello e ridente..." La saiyan alzò lentamente l'avambraccio per poi alzare due dita verso l'alto, generando la Bakuhatsuha: una gigantesca esplosione di energia che travolgeva qualunque cosa trovasse sul suo cammino e che si diffondeva a macchia d'olio. Già in passato la Terra era stata sconvolta da questo genere di attacco, il preferito da Nappa, un saiyan giunto molto tempo prima sulla Terra assieme al principe Vegeta. Ma ogni paragone sarebbe stato ridicolo: la tecnica di Tzukin era infinitamente più devastante, chilometri e chilometri di prateria vennero trasformati in un desolato deserto, i corsi d'acqua vennero essiccati, le montagne ridotte a cumuli di polvere fluttuanti per aria. Ogni forma vivente venne disintegrata all'istante e, man mano che le loro vite venivano stroncate, la sfera dell'anima si riempiva di energia illuminandosi di azzurro. Tzukin abbassò il braccio e si sedette sulla sfera, quindi con un dito accese il suo rilevatore per seguire a distanza l'andamento dei vari scontri.

EPISODIO 2 - LA MOBILITAZIONE DELLA SQUADRA GT

Il deserto di Arasem, la più grande area desertica del mondo, un luogo inospitale dove l'alta temperatura impediva alle piante di crescere, era persino raro scorgere dei cactus; l'unica cosa che interrompeva la monotonia del deserto era la maestosità di sporadici Canyon, giganteschi e di forme sempre diverse, di colore rossiccio. La terra tremava, ma non era una zona particolarmente esposta ai cataclismi generalmente. Il terremoto era causato da due grandi forze che si stavano scontrando violentemente. Nel cielo non era solo il sole a brillare, ma sopratutto due luci dorate circondate da lampi azzurri di elettricità che si scontravano violentemente tra loro. Sembrava una collisione tra stelle, ma quelle stelle avevano una forma umana, erano dei saiyan, o per meglio dire, dei Super Saiyan di secondo livello. Pochi erano i saiyan che potevano vantare questo tipo di trasformazione: se il Super Saiyan era considerato un guerriero leggendario, chi voleva diventare Super Saiyan di secondo livello doveva superare il limite della leggenda e vederne due scontrarsi non era spettacolo di tutti i giorni. Uno di loro era vestito con una tuta arancione con una maglia da combattimento blu, mentre l'altro indossava dei pantaloni neri e dello stesso colore era la parte superiore del proprio abbigliamento. I due si scontravano violentemente già da un po' di tempo, ma quello con la tuta arancione palesava notevoli difficoltà contro l'avversario e ben presto fu quello vestito di nero a prevalere atterrando l'avversario.
Il saiyan sconfitto tornò normale e si asciugò il sangue che colava dal suo labbro inferiore rottosi durante lo scontro, quindi alzò lo sguardo verso il saiyan che lo aveva battuto e sorrise "Non c'è niente da fare Vegeta! Sei sempre tu il più forte! Non c'è proprio paragone!" Il Principe dei Saiyan restò a fissarlo per alcuni istanti, poi tornò normale "Sei molto migliorato Gohan, tuo padre sarebbe fiero di te! Non puoi pretendere di potermi battere però, temo che su questo punto tu ti debba rassegnare" disse guardando il primogenito del suo eterno rivale rialzarsi" Già, sono passati 7 lunghi anni da quando papà è partito con il drago Shenron senza più dar notizie di sé!" disse Gohan, visibilmente immalinconito. "Quel furbastro di tuo padre probabilmente si è accorto di avermi salvato di nuovo la vita contro Li Shenron e se l'è svignata per paura che lo riempissi di botte!" fece sorridendo Vegeta. Gohan lo guardò rasserenato "Hehehehe! Sì certo! Ehi ma cosa..." l'attenzione di Gohan fu attirata da un concentrarsi di aure negative. "Non ci posso credere! Ma quante sono? Sono un autentico esercito! A quanto pare stavolta hanno deciso di invaderci in forze, chiunque essi siano, non hanno nulla a che vedere con i nemici che abbiamo affrontato in passato, la loro aura è diversa" considerò il figlio di Goku. Vegeta non disse nulla, ma ad un certo punto un espressione di stupore apparve sul suo volto "Non.. non può..." balbettò incredulo Vegeta. "Che hai Vegeta? Mi sembri preoccupato!" gli chiese apprensivo Gohan. Il Principe dei Saiyan si voltò verso di lui con espressione seria al punto dal dargli un'aria alterata. "Ascoltami bene Gohan, è importante! Riesci a percepire l'aura più grande di tutte? Non ti dovrebbe essere difficile, è un'aura saiyan!" Gohan si concentrò; non gli ci volle molto per individuarla, viste le dimensioni colossali, quindi annuì. "Gohan! Né tu, né nessun altro dovete avvicinarvi a quella aura! ╚ una faccenda che riguarda me e nessun altro. Sono stato chiaro?" tuonò Vegeta. "Ma perché?! Conosci il possessore di quell'aura?" domandò Gohan. Vegeta non rispose ma si infuriò "Non perdere tempo a fare domande! Tu pensa a mettere in salvo gli altri e ad eliminare gli altri invasori, non perdere tempo! Muoviti!" gli urlò furibondo Vegeta. Gohan atterrito deglutì e fece un cenno di assenso volando in direzione della Città dell'Ovest, lasciando solo Vegeta, il quale si voltò nella direzione dove percepiva l'aura che lo aveva innervosito "Credevo fossi morta... mi avresti risparmiato una gran brutta gatta da pelare... Tzukin!" Così dicendo si diresse verso il luogo dove percepiva essere Tzukin.
La Capsule Corporation, la più grande azienda produttrice al mondo di Capsule Hoi-Poi, un pilastro dell'economia mondiale conosciuta in tutto il globo. La sede principale, residenza della famiglia Brief, era situata nella Città dell'Ovest, ma non mancavano le filiali sparse per tutto il mondo. La più grande di esse era situata a Satan City; filiale di recente istituzione, era stata affidata a Trunks, che si era rivelato molto preparato nel periodo in cui era stato presidente alla Città dell'Ovest. Egli era stato pertanto scelto dalla madre come l'uomo giusto per avviare l'attività della nuova filiale, mentre la gestione della sede della Città dell'Ovest era passata nelle mani di sua sorella Bra che, nonostante avesse ereditato la spiccata intelligenza di Bulma, era solo ventiduenne e sarebbe stato azzardato affidarle un ramo dell'azienda che non avesse avuto già un'organizzazione collaudata e predefinita. Trunks stava sbrigando alcune noiose pratiche di routine; il lavoro non lo divertiva per niente, lo faceva solo per la sua famiglia e perché, tutto sommato, gli riusciva molto bene. Ma lui era ormai diventato un guerriero per vocazione: da quando Goku lo aveva condotto con lui nello spazio alla ricerca delle Sfere del Drago dalle stelle nere, il suo senso di avventura, rimasto a lungo tempo sopito, si era prepotentemente risvegliato. Aveva ripreso ad allenarsi con impegno in quei 7 anni, assieme a Pan, Gohan, Videl e qualche volta con suo padre Vegeta, anche se preferiva allenarsi assieme alla famiglia di Gohan piuttosto che con suo padre in quanto Vegeta non lo gratificava molto: era troppo forte, e dinanzi a lui si sentiva un incapace. Proprio in quel momento sentì delle aure malvagie avvicinarsi a Satan City, quindi si alzò dalla scrivania e iniziò a scrutare preoccupato il cielo, intravedendo delle esplosioni in lontananza. "Ma che sta succedendo? Meglio andare a dare un'occhiata!" Così dicendo si diresse nella stanza comunicante nella quale era stata allestita una Gravity Room per gli allenamenti nei periodi morti di lavoro e si tolse i vestiti da ufficio per indossare abiti più consoni. Quando ebbe terminato sembrava uguale il tutto per tutto a Trunks del futuro giunto sulla terra molti anni prima per contrastare la minaccia degli allora ostili cyborg C-17 e C-18, portava persino il giubbotto della Capsule Corporation identico il tutto per tutto a quello del suo alter ego di differente epoca. Aprì dunque una finestra e si lanciò in volo per scoprire l'origine di quel trambusto.
Intanto anche Goten era a Satan City, seppure per motivi molto diversi rispetto a quelli lavorativi di Trunks. Goten aveva sempre condotto un'esistenza tutto sommato lavativa racimolando qualche lavoretto giusto per zittire ogni tanto sua madre Chichi, ed era proprio sua madre il problema ! Da quando Videl aveva acquisito una potenza degna di un super terrestre grazie agli allenamenti con Gohan, Pan e Trunks, le era venuta la mania dell' "Iper Team" un nome coniato dalla sua stessa cognata per indicare una squadra formata da lei e Chichi. Non sapeva dire cosa portasse loro a crederlo, ma in loro c'erano solo due convinzioni: cioè che Videl fosse la più forte del mondo e Chichi la sua seconda. Goten faticava a pensarci senza lasciarsi scappare una risatina, che ci doveva fare? Erano fatte così ! Solo che non riusciva a capire dove si fossero cacciate: le loro missioni improbabili le portava spesso a combinare un macello di guai e quindi era abbastanza consigliabile non perderle di vista per troppo tempo. All'improvviso il panico ! La gente cominciava a scappare, esplosioni scuotevano la città intera ed il frastuono era impressionante. Goten sbuffò " Uffa... che cosa hanno combinato stavolta?" e si diresse dove proveniva il frastuono, convinto che Videl e Chichi avessero combinato l'ennesimo casino; ma appena svoltò l'angolo vide dei soldati alieni, erano tantissimi e stavano compiendo delle stragi allucinanti ammazzando la gente e distruggendo gli edifici. "Ma cosa state facendo? Fermi!" Urlò Goten arrabbiatissimo scagliandosi contro di loro. Goten non poteva di certo definirsi un saiyan allenatissimo, lui non aveva mai avuto interesse a migliorare la sua forza ed aveva sempre disertato gli allenamenti di Gohan, Trunks e gli altri, tuttavia per lui quella fanteria era poco più che carne da macello. I suoi pugni e i suoi calci sfondavano crani, spezzavano ossa e armature e riducevano gli avversari in pulviscolo sanguinolento; le loro armi energetiche erano del tutto inefficaci, non gli facevano neppure il solletico. Resisi conto della potenza del saiyan, i pochi superstiti, appena furono attaccati decisero di scappare, ma Goten non era d'accordo: "Non potete passarla liscia per ciò che avete fatto!" e, con un colossale raggio di energia, ridusse il resto dei soldati in cenere. "E ora cerchiamo gli altri" disse tra sé e sé Goten involandosi lungo la strada spianata.
C'era un luogo a Satan City in cui non ci si era ancora resi conto dell'attacco. Era una palestra gigantesca che quel giorno avrebbe avuto l'onore di avere come ospite il campione del mondo Mr. Satan! Satan iniziò come al solito a fare il buffone e a raccontare in modo mooooolto ehm... alternativo diciamo, come si erano svolte le battaglie contro Cell, Baby e molti altri e di come lui li avesse sconfitti... dimostrando se non altro una gran bella fantasia. "E ricordate... se volete diventare abbastanza forti da salvare il mondo, prendete sempre come esempio il grande Mr. Satan con le sue lezioni tecniche e psicologiche... che potete trovare ogni settimana in edicola in videocassetta e DVD al modico prezzo 15 zeni, prima uscita in offerta lancio a 5 zeni!" Fu silenzio... Satan non perdeva mai occasione per farsi pubblicità e coloro che assistevano lo guardavano con un sorriso palesemente forzato! In quel momento si sentì qualcosa scuotere il tappetone del ring della palestra, Satan si voltò e sbiancò nel vedere tre energumeni alti quasi tre metri, dalla muscolatura possente, guardarlo con aria di sfida. Uno dei tre si rivolse al campione del mondo e disse " Scusa ma non credo tu sia realmente imbattibile come dici... finora ci hai detto solo parole, perché non ci dimostri quello che sai fare combattendo contro noi tre insieme? Noi siamo gli allievi più forti delle palestre dell'intero continente e volevamo proprio misurarci con te!" Satan deglutì, era una situazione drammatica, lui era sicuramente molto forte rispetto alla media, ma quelli erano davvero dei colossi, avrebbe faticato a uscire vivo nello scontro contro uno di loro... figurarsi se fossero stati in 3! Tutti lo guardavano aspettandosi una reazione e Satan se ne accorse subito, quindi decise di ricorrere ad uno dei suoi trucchi ed iniziò a ridere in maniera sguaiata come suo solito. Molti si chiedono perché Satan lo faccia sempre, in realtà è solo un modo come un altro per guadagnare tempo e pensare a come tirarsi fuori dai casini. Quando gli venne in mente una soluzione, gonfiò il petto borioso e li indicò senza neppure degnarli di uno sguardo dicendo con tono sprezzante "Costoro... sono solo degli incapaci, non avreste nessuna speranza contro di me.... non voglio darvi una delusione troppo grande... quindi vi farò combattere contro uno dei miei allievi, un secondo che ne chiamo uno!" Così dicendo Satan prese il suo cellulare e compose velocemente il numero di casa Son "Forse Gohan può aiutarmi.... No! La segreteria, dannazione! Proverò con Goten.. Maledizione ha il cellulare spento!" I tre energumeni si facevano impazienti" E allora? Quanto ci metti? Noi vogliamo combattere!", "Un momento, un momento!" ribattè nervoso Mr. Satan" Proverò a telefonare a Trunks in ufficio... Non risponde nessuno uffa, uffa! Sono finito! Goku non è più in circolazione, Pan è all'università e avrà il cellulare staccato, di C-18 non so il numero, Ub è in mezzo alla savana e chi accidenti lo becca! Chi cavolo chiamo adesso???" Satan era nel panico... "Adesso basta ! Siamo stufi di aspettare ! Combatteremo con te e, se sei davvero forte come dici, atterraci pure e non farti problemi!" dissero i tre avvicinandosi a lui facendo schioccare le nocche. Satan sudava freddo, la sua vita era finita.

EPISODIO 3 - L'IPER TEAM

Allora campione! Che succede? Non è che per caso hai paura?" lo provocò uno dei tizi "Beh ecco io..." biascicò Mr. Satan mentre si metteva in posizione di guardia, sapendo che ormai non aveva alternativa, sebbene sapesse che stava per farsi moooolto male. Ad un certo punto però qualcuno fece irruzione nella palestra e due voci femminili reclamarono la scena "Non avete alcun diritto di fare i prepotenti con gli ospiti!" disse una voce. "L'ospitalità è sacra e chi non la rispetta merita una lezione!" Tutti si voltarono e videro due donne col mantello al vento con costumi variopinti addosso; una aveva un costume azzurro col mantello arancione, mentre l'altra aveva il costume rosa con il mantello verde chiaro. Fu quest'ultima a parlare: "Il mio nome è Iper Chichi, l'iper guerriera dalla saggezza suprema!" L'altra le fece eco "Ed io sono Iper Videl, l'iper guerriera dalla forza suprema!" Le due eseguirono un improbabile balletto che, al confronto, quello di Great Saiyaman era da considerarsi austero, quindi si misero nella posa finale e urlarono "Noi siamo l'Iper Team!!!" Stupore generale... smarrimento totale, la gente si guardava negli occhi come a dire "E queste chi diamine sono?" Ma nessuno sapeva dare una risposta. Dopo essere rimasto per una decina di minuti con gli occhi sgranati e la bocca aperta fino quasi a toccare per terra, Satan scosse la testa per riprendersi e fece un cenno di trionfo "Sì! Meno male che Videl è qui! Sono sicuro che lei ce la possa fare... dopotutto ha sposato uno di quei combattenti dorati, dovrebbe avere imparato qualcosa!" Pensò per poi scoppiare a ridere e raggiungere alla velocità della luce Videl, mettendole il braccio intorno al collo e, facendo cenno di vittoria con la mano "Siete stati sfortunati miei cari! Ecco la mia migliore allieva! Lei è nientedimeno che mia figlia! Preparatevi, perché state per ricevere una lezione che non dimenticherete mai!" L'enfasi del padre quasi imbarazzava Videl. Lei da questo punto di vista era davvero singolare: era sempre la prima ad esaltarsi da sola, ma quando ad esaltarla era qualcun altro, ne era imbarazzata e arrossiva. Satan le parlò all'orecchio "Puoi farcela tesoro?" Lei gli strizzò l'occhio e sorrise "Non dubitarne papà!". Videl restò a fissare i 3 che la guardavano smarriti, li squadrava da capo a piedi senza proferire parola, mentre qualche risatina risuonava nella palestra. "Tre contro uno... uhm... naaa troppo facile non ne vale la pena!" e così dicendo si allontanò e passò di fianco a Chichi "Chichi ci pensi tu a loro? Non sono avversari per me, tu basti e avanzi!" le propose Videl "Con immenso piacere!" disse Chichi correndo verso il ring e balzandovi sopra "Bene grassoni! Sono io la vostra avversaria!" proclamò Chichi. Vi furono attimi di silenzio, poi i tre scoppiarono a ridere. Mentre Chichi li guardava incredula, uno dei tre disse "Hahahaha! Ma cosa vuoi fare moscerino vestito da pagliaccio?!" Chichi assunse un espressione alterata, ma quelli non ci fecero caso e un altro rincarò la dose "Torna a casa a rammendare la calzetta nonnina!" Non lo avesse mai detto... Dopo pochi secondi si trovarono tutti e tre con la testa conficcata contro il muro dalla parte opposta della palestra. Tutti erano increduli, tranne Videl e la stessa Chichi. Satan era allibito: sapeva che Videl era forte, ma non pensava lo fosse anche Chichi, almeno confrontata a lui, ma del resto lei era la moglie di Goku... qualcosa doveva pur significare, no? Tutti iniziarono ad acclamare le presunte allieve di Mr. Satan, quando si udì un boato, un muro della palestra era stato abbattuto e orde di soldati vi avevano fatto irruzione. Iniziarono ad azzuffarsi con gli allievi della palestra, ma in questo caso lo scontro fu breve: quei soldati erano decisamente più forti dei comuni terrestri. Uno di loro si presentò davanti a Mr. Satan il quale si fece coraggio e lo attaccò con un pugno, però il soldato bloccò l'attacco e con una ginocchiata lo mise al tappeto, ma da dietro lo sorprese Chichi con un calcio sbattendolo a terra. La donna fece un cenno di vittoria a Satan quando da dietro una dozzina di soldati le saltò addosso iniziando a pestarla sotto lo sguardo terrorizzato del Campione del Mondo che, colto da un improvviso raptus di amor proprio, decise di intervenire in soccorso della fanciulla in pericolo. Tuttavia, non appena si avvicinò alla ressa, si beccò un calcio sotto il mento finendo nuovamente al tappeto. Intanto Videl era attaccata dagli avversari e con pugni e calci faceva volare i soldati da tutte le parti, un colpo era sufficiente, tanto che si poteva permettere pure il lusso di atteggiarsi gridando "Iper Punch" ad ogni pugno ed "Iper Kick" ad ogni calcio. Ormai non vi era più nessuno ad attaccarla e vide che invece Chichi era in difficoltà; allora stese la mano contro i nemici, urlò "Iper Ki!" e con una pioggia di Ki blast li incenerì tutti in un istante. Chichi uscì tossendo dalla coltre di fumo e alzò il pollice verso Videl che ricambiò. Una voce però interruppe le esultanze, erano apparse tre figure dal varco sulla parete "E così qua in giro c'è qualcuno che i soldati non riescono a battere... Non mi meraviglia, del resto è solo inutile marmaglia!" A parlare era stato colui che stava in mezzo. Era un guerriero dall'aspetto umanoide, se si tralasciava la sua carnagione azzurra: aveva i capelli neri sparati verso l'alto e le pupille dei suoi occhi erano dello stesso nero dei capelli, indossava un corpetto fatto di pelliccia nera di chissà quale animale e dello stesso materiale erano i pantaloncini corti e gli stivali. Ai suoi lati vi erano altri due guerrieri. Uno era colossale, tanto che riusciva a stento a restare all'interno della parete senza sfondare il soffitto; sembrava una sorta di incrocio tra un essere umano e un dinosauro dal collo lungo, aveva la pelle grigia e corazzata e il corpo, ad eccezione del collo, della testa e degli arti, era ricoperto da una robusta corazza fatta di un materiale di colore simile al bronzo terrestre. L'altro guerriero infine era un piccola creaturina dagli occhi malvagi: era di colore verde, aveva testa e fisionomia di un piccolo gargoyle privo di ali e di lui spiccavano dei lunghissimi artigli di metallo che arrivavano sino a toccare terra quando teneva le braccia in posizione di riposo. "Dunque siete voi tre i comandanti di questi soldati che abbiamo appena eliminato" constatò Videl. "Diciamo di sì" bofonchiò il guerriero dalla pelle blu "Noi siamo alcuni dei guerrieri scelti di Alzeryot, nulla a che vedere con questo branco di carcasse ambulanti, se permetti! Il mio nome è Seriko, questo colosso è Bronte e il piccoletto è Frir!" Videl sorrise e si mise in posizione di guardia "Molto bene, finalmente qualcuno di un certo livello! Sono io il vostro avversario! Chichi, qui è troppo pericoloso per mio padre, portalo via, io vi raggiungerò quando avrò terminato con loro. Non abbiate timore, ci metterò pochissimi secondi contro questo trio di sciocchi!" Chichi annuì e portò via Satan mentre Seriko sorrideva divertito " Molto bene, senza la loro presenza potrai combattere al massimo delle tue possibilità senza avere paura per loro... Frir, comincia tu con lei!" La creaturina ridacchiò e sguainò estendendoli al massimo i propri artigli pronto a sfidare Videl. Non sembrava in grado di proferire parola, era solamente una piccola cratura subumana dallo sguardo spietato. Frir si scagliò contro Videl che riusciva ad evitare gli attacchi dei suoi artigli con grande rapidità: gli allenamenti con Gohan, Pan e Trunks erano stati molto fruttuosi, ormai era da considerarsi una guerriera a tutti gli effetti. Videl sapeva perfettamente che era buona cosa evitare che quegli artigli la colpissero e fino a quel momento Frir non era riuscito a mettere a segno neppure un colpo. "Quella terrestre non è niente male, pare essere più veloce di Frir" constatò Bronte rivolgendosi a Seriko "Davvero molto interessante", affermò divertito quest'ultimo. Videl aveva frattanto iniziato a contrattaccare colpendo Frir con una serie di calci e sbattendolo al tappeto. Con una piroetta Frir balzò in aria, sorprendendo Videl, pronto ad abbattere i suoi artigli su di lei, ma la donna gli bloccò le braccia con le mani e con una capriola lo fece volare andando a sbattere contro un muro. Infuriato, Frir si rialzò ed iniziò a guardarsi intorno ma Videl con la super velocità gli era già dietro "Hei dove guardi? Sono qui!" Frir si voltò di scatto e cercò nuovamente di colpirla con gli artigli che però vennero evitati per l'ennesima volta da Videl e rimasero incastrati nel muro, lasciando scoperto Frir all'attacco di Videl "Torna all'inferno da dove sei venuto! Ipeeeeeer Cannon!!!!!!!" Videl scagliò il suo colpo speciale fatto di energia viola che travolse in pieno Frir, riducendolo in cenere.
Seriko battè le mani lentamente con espressione divertita "Molto bene, davvero molto bene. Frir aveva una forza combattiva di circa 20.000.000, ma tu sei riuscita a batterlo. Di certo non sei una terrestre comune, ma non montarti la testa, di noi tre lui era senza alcun dubbio il più debole!" Videl sorrise di sfida e si mise in posizione di guardia verso i due "Mi fa piacere saperlo... se fosse stati tutti deboli come lui, non mi sarei divertita per niente! Chi è il mio avversario ora? O forse preferite affrontarmi insieme?" Bronte si diresse a passo lento verso Videl "Ora sarò io il tuo avversario, piccola pulce fastidiosa e non pensare che con me sarà facile come con quello gnomo di Frir" La possente creatura sovrastava la piccola Videl, la quale però non si fece intimidire e si mise in posizione di guardia "Bene, dopo di questo ne mancherà solo uno, quindi me lo levo subito di torno... Iper Kick!" Videl attaccò Bronte con un calcio ma questi, con una delle sue enormi mani, afferrò la gamba di Videl "Ma... ma come?!" Esclamò allibita Videl. Bronte le sorrise e la sbattè violentemente a terra. Videl sentì l'impatto violentissimo della sua schiena contro il pavimento; il mostro la sbatteva con violenza sempre maggiore e la piccola Videl poteva sentire le sue vertebre vibrare pericolosamente per via dei tremendi scossoni a cui era sottoposta. Bronte la risollevò portando la testa di lei all'altezza della propria per poterle parlare faccia a faccia "Allora grande eroina, dov'è finita la tua baldanza?" Videl non rispose, si riprese rapidamente ed approfittò della vicinanza per sparare un suo Iper cannon in direzione della testa di Bronte che però lo evitò, spostando il lungo collo, e centrò in pieno Videl con una violenta testata che la lasciò intontita. Quindi la lasciò cadere per poi centrarla in pieno con un pugno che la fece volare indietro di parecchi metri. Videl non riusciva a reagire e sentiva la terra tremare sotto di lei mentre Bronte le si avvicinava. Seriko assisteva divertito alla scena "Schiacciala Bronte, abbiamo perso sin troppo tempo con questa perdente!" disse il guerriero dalla pelle azzurra. Il gigantesco Bronte annuì e alzò il piede pronto a schiacciare Videl che cercava disperatamente di rialzarsi. Proprio in quel momento Goten, attirato dal trambusto apparve tra le rovine e non gli ci volle molto per rendersi conto della gravità della situazione "Che cosa? Nooooo Videl!" Infuriato, capì che non vi era tempo da perdere; si trasformò seduta stante in Super Saiyan e si scagliò contro Bronte colpendolo con una potentissima ginocchiata che lo fece volare verso l'alto, per poi colpirlo nuovamente al volo con un calcio mentre ricadeva. Nel vedere ciò Seriko sbiancò "Non è possibile! Un Super Saiyan! Maledetto!" Così dicendo, generò una sfera di energia azzurra sul palmo della mano e la scagliò contro Goten. Questi ebbe la prontezza di riflessi per voltarsi e bloccarla con entrambe le mani, rispedendola al mittente che però, con un rapido movimento, riuscì a schivarla e a mettersi in salvo. Goten gettò un senzu a Videl che lentamente si riprese rimettendosi a sedere. Anche Bronte, sia pure sanguinante, si rialzò infuriato per reagire all'attacco di Goten che, provocatoriamente, fece cenno ai due di attaccarlo "Non vi perdonerò mai per come avete trattato Videl, in guardia!". "Mi hai solo colto di sorpresa biondino! Non ti montare la testa, adesso te la farò pagare cara, non avresti mai dovuto azzardarti a colpirmi!" Inveii furioso Bronte, ma Goten non dava la minima impressione di provare timore per l'ira di quel colosso "Perché non la smetti di blaterare e mi mostri quello che sai fare? Sempre che tu non sia proprio un completo incapace...." lo stuzzicò Goten. Per tutta risposta Bronte generò una colossale fiammata energetica dalla bocca cui Goten prontamente rispose con una Kamehemaha. I loro colpi si scontrarono ma quello di Goten ebbe nettamente la meglio travolgendo Bronte e disintegrandolo sotto lo sguardo allibito di Seriko. "A quanto pare sei rimasto da solo amico! Fatti sotto e facciamola finita con questa pagliacciata!" disse Goten mettendosi in posizione di guardia. Seriko lo imitò pronto alla sfida, non aveva più l'espressione irridente di poco prima: sapeva che stavolta non era di fronte ad un avversario con cui si potesse scherzare "Vediamo di cosa sei capace... Super Saiyan!" Videl, che nel frattempo si era ripresa, si avvicinò a Goten per offrirgli il suo aiuto "Ti darò una mano io con lui... così faremo più in fretta!" gli propose, ma Goten scosse la testa "Tu in questo momento hai una priorità: raggiungi mia madre e Mr. Satan e assicurati della loro incolumità!" Goten con molto tatto voleva evitare di dire a Videl che, standogli tra i piedi, il tempo glielo avrebbe fatto perdere più che guadagnare. Fortunatamente Videl fu convinta dalle parole del cognato. "Daccordo, io vado allora! Mi raccomando sii prudente!" disse alzando il pollice. Goten ricambiò il gesto dicendole "Stai tranquilla!". Appena Videl si fu allontanata, si rivolse nuovamente a Seriko "Ora possiamo cominciare!" e l'avversario gli rispose "Non vedevo l'ora!"

EPISODIO 4 - TRUNKS E PAN ALL'ATTACCO

LIVELLI DI COMBATTIMENTO - BATTAGLIA DI SATAN CITY

Nel frattempo Chichi e Mr.Satan stavano vagando senza meta per la città nel tentativo di trovare un rifugio. L'idea di Videl di lasciarli soli non era stata di certo una delle più brillanti: Chichi era perfettamente in grado di battere un soldato singolo, ma era in difficoltà quando ad attaccarla era un'intera squadriglia; tra l'altro, la lontananza da Videl, sua fonte di coraggio, le aveva fatto diminuire per un attimo la fiducia nei propri mezzi. Chichi correva per le vie della città trascinandosi dietro Mr. Satan che faceva fatica a mantenersi in equilibrio, vista la grande velocità con cui la donna correva. Ad un certo punto, dopo aver svoltato l'ennesimo angolo, Chichi urtò contro qualcosa. Il contraccolpo fu così violento, che la moglie di Goku finì a terra. Quando si alzò vide che su di lei troneggiava una figura di altezza superiore ai 2 metri: era un tizio circondato da un grottesca armatura rossa che ne lasciava scoperta solo la testa "Dove andate così di fretta moscerini? Magari possiamo divertirci un po', che ne dite?" disse il tipo con un ghigno malvagio. Chichi scattò in piedi e guardò con l'aria più truce di cui era capace il nemico che, chissà per quale motivo, non sembrava spaventato "Non abbiamo tempo da perdere con te! Cedi il passo marrano!" "Forza Chichi, fallo nero!" urlò Satan nascosto dietro un bidone della spazzatura. "Credi davvero di poter battere Kraus? Nessun terrestre può battere un guerriero di Alzeryot, men che meno una donnicciola!" rise Kraus, mentre un gruppetto di soldati assisteva divertito alla scena."Ti faccio vedere io cosa succede a sottovalutare Iper Chichi... Iper Punch!!!" Chichi sferrò un pugno allo stomaco dell'avversario il quale però non ne sembrò per nulla leso e rise facendo infuriare ancora di più Chichi. La donna continuava a colpirlo con insistenza, senza però riuscire a smuoverlo minimamente dalla propria posizione. Chichi iniziava ad avere il fiatone, mentre da dietro il bidone Satan stava ponderando l'opportunità o meno di intervenire, ma non si muoveva ritenendo che sarebbe stato inutile. Kraus sapeva di poterli uccidere in qualunque momento, ma voleva divertirsi un po' prima di spedirli all'altro mondo. La sua provocazione raggiunse il culmine quando chiuse gli occhi e si piegò dinanzi a Chichi indicandole la guancia e sfidandola a colpirlo. Chichi andò su tutte le furie ma non aveva più neppure il fiato di attaccare. In quel momento, una figura si frappose tra i due e con un'unica sfera di energia colpì in pieno Kraus, riducendolo in cenere. Così impari a dare fastidio a mia nonna!" disse la neo arrivata Pan "Grazie tesoro! Si vede di chi sei figlia!" disse entusiasta Chichi. Pan accettò di buon grado i ringraziamenti, ignorando la considerazione successiva, quindi si rivolse verso i soldati che avevano assistito alla scena "Beh? C'è qualcun altro che vuole fare la fine di quell'imbranato?" disse la figlia di Videl. I soldati sbiancarono: se quella tipa aveva sconfitto il loro comandante con un solo attacco, che possibilità potevano avere loro? Si voltarono e scapparono "E non fatevi più vedere!" urlò Chichi. Pan si rivolse nuovamente a Chichi e Satan con un sorriso, quando si udirono delle urla di dolore provenire da dietro di loro. Pan si voltò di scatto e vide i cadaveri di tutti i soldati tagliati in due. Sopra di essi vi era un nuovo personaggio: indossava un'armatura violetta che ne copriva il petto e le spalle, portava un mantello di colore bianco e aveva i capelli argentati che formavano una sorta di cresta. In mano stringeva una spada insanguinata, probabilmente del sangue dei soldati stessi. "Chi fugge dinanzi al nemico, non merita di servire Alzeryot!" disse la creatura. Pan lo guardò con rabbia "Hai ucciso i tuoi stessi uomini! Come hai potuto essere così meschino?" Il nemico fece spallucce "La loro vita conta poco o niente, sono creature così insignificanti, poco più che fantocci animati! Non sperare che contro di me sarà facile come contro quell'idiota di Kraus, lui era un autentico disonore per il nostro esercito! Sai... dovrei quasi ringraziarti per aver aver estirpato tale erbaccia!" Pan era sempre più allibita dalla crudeltà del nemico e ciò la faceva infuriare sempre di più "Il mio nome è Molock ed adesso mi prenderò la tua vita e quella dei tuoi amici là dietro!" minacciò la creatura. Pan si mise in posizione di guardia "Vediamo se ci riesci!" I due si scagliarono l'uno contro l'altra pronti a sfidarsi. Pan si rese subito conto che il nemico era di tutt'altra pasta rispetto al precedente; i due combattevano più o meno alla pari, anche se Molock era armato. Entrambi riuscivano ad evitare i rispettivi attacchi, poi all'improvviso Pan piroettò all'indietro, per evitare l'ennesimo fendente di Molock, e lo colpì con un calcio sotto il mento, facendolo volare all'indietro. Il guerriero di Alzeryot si riprese seduta stante e contrattaccò ancora con la spada; Pan la evitò grazie alla super velocità ma quella finì per tagliare a metà un palazzo dietro di lei.
Intanto alla palestra Goten Super Saiyan stava combattendo contro Seriko e, sia pure lentamente, stava avendo la meglio, dimostrandosi superiore all'avversario tanto che ad un certo punto l'aveva messo in ginocchio. "Sei decisamente più abile del grassone di prima, ma non puoi contrastare la potenza di un Super Saiyan! Per te è finita!" disse Goten il quale però si rese conto che Seriko non era affatto terrorizzato, anzi stava sghignazzando. "Beh, che hai da ridere adesso?" fece irritato Goten. " Devi scusarmi saiyan, ma vedi... tu sei totalmente fuori strada se pensi di avermi già battuto! Nonostante questo mi devo complimentare... non pensavo che avrei dovuto ricorrere ai miei pieni poteri così presto... ora preparati perché sto per trasformarmi!" disse Seriko iniziando ad espandere l'aura "Che cosa?" urlò preoccupato Goten, mentre la muscolatura di Seriko aumentava smisuratamente strappandone i vestiti, i suoi capelli crescevano diventando una folta criniera e il suo volto diveniva quello di un animale feroce dalle zanne affilate "Eccomi, scusa se ti ho fatto attendere... possiamo riprendere se vuoi!" fece Seriko pronto all'attacco. "La sua forza combattiva è molto aumentata... ho paura di essere nei guai!" constatò preoccupato Goten. Lo scontro riprese e i ruoli si erano decisamente invertiti: ora Seriko era molto superiore a Goten e lo colpiva con grande violenza. Il saiyan cercava di sottrarsi alle brutali offensive del nemico, ma purtroppo Seriko aveva aumentato anche la sua velocità oltre la forza fisica e Goten si rese conto di essere inferiore sotto ogni punto di vista" Maledizione! Sappi che non mi arrendo! Kamehamehaaaaaa!!!!!!" Goten scagliò con tutte le sue forze il suo colpo migliore centrando in pieno l'avversario "Colpito!" esclamò trionfante, ma la sua gioia fu di breve durata in quanto si accorse di non avergli provocato che qualche piccola bruciatura alle braccia che aveva usato per parare "Beh... se questo era il tuo colpo migliore sei spacciato!" esclamò Seriko per poi scagliarsi contro Goten e colpirlo violentemente più volte. Resosi conto della propria impotenza, il figlio di Goku non reagìva quasi neanche più e ben presto finì al tappeto tornando normale e non riuscendo più a rialzarsi. "Beh... pensavo saresti durato di più, saiyan! Ma a quanto pare è bastato trasformarmi per ridurti all'impotenza! Direi di farla finita, addio!" Così dicendo Seriko generò una sfera di energia azzurra da una mano e la scagliò contro Goten, ma qualcuno si materializzò dinanzi a lui e deviò l'attacco energetico con un colpo di mano. Seriko vide che un altro guerriero dai capelli dorati era apparso tra lui e Goten che alzò lo sguardò ed esclamò entusiasta "Trunks! Sei tu amico mio!" Questi si voltò e sorrise all'amico "Sono arrivato in tempo... visto che succede a non allenarsi? Mi meraviglio che tu non sia riuscito a battere questo buono a nulla neanche trasformandoti in Super Saiyan!" Il tono di Trunks era di affettuoso rimprovero e Goten scosse la testa sconsolato " Non appena sarà finita questa brutta faccenda me ne ricorderò sicuramente, amico!" Ma non era stato l'unico su cui queste parole avevano avuto effetto "Che cosa? Io sarei un buono a nulla? Come osi parlare di me in questo modo, razza di presuntuoso!" urlò Seriko con aria furente. Trunks rivolse a lui lo sguardo e sorrise sarcastico "Te la sei presa? Mi dispiace amico, ma vedi... per quello che vale la tua forza combattiva, io pensavo di farti un complimento! Non prendertela!" Seriko ringhiava incollerito "Che cosa?!" Trunks ribadì "Non avrai pensato che, solo perché sei certamente il più forte tra coloro che hanno assalito Satan City, questo comporti la tua imbattibilità! Se così fosse, saresti veramente sciocco amico!" lo provocava Trunks. Questo fu troppo, Seriko si scagliò contro Trunks che evitò il suo pugno e rispose con un diretto allo stomaco, facendolo volare all'indietro contro un muro; quindi gettò un senzu a Goten che si riprese mangiandolo.
"Percepisco l'aura di Pan: sta combattendo contro il secondo guerriero più forte di questo esercito, penso che se la possa cavare da sola, non è nulla di speciale il suo avversario! Comunque appena la raggiungi fa in modo che porti tutti i nostri amici a palazzo da Dende e Popo. Non farla avvicinare alle aure più grandi, per lei sarebbe solo un inutile rischio!" disse Trunks all'amico il quale annuì, lo salutò e si allontanò. Nel frattempo Seriko si era rialzato "Non ti lascerò scappare saiyan!" Così dicendo si scagliò contro Goten, ma davanti a lui si materializzò la figura di Trunks "Devo rinfrescarti la memoria? Sono io il tuo avversario adesso!" così dicendo lo colpì nuovamente scaraventandolo fuori dall'edificio. In preda al panico, Seriko cercò nuovamente di colpire Trunks con una sfera di energia "Ancora? Ma non hai capito che non serve a niente?" disse Trunks deviando l'attacco quasi scocciato! Seriko era terrorizzato. "Ti cancello! Finish Buster!!!!" Trunks scagliò il potente colpo energetico contro il nemico di cui non rimase più nulla. "Bene, ora devo sbrigarmi a trovare C-17 e C-18, è di vitale importanza!" disse Trunks alzandosi in volo e partendo alla ricerca dei cyborg, supponendo di trovarli nei pressi delle fonti di energia più potenti.
Intanto in piena città lo scontro tra Pan e Molock continuava e il guerriero di Alzeryot cominciava ad essere in svantaggio sempre più evidente, in origine tra loro non c'era un abisso, ma era fisiologico che il più debole si stancasse più rapidamente. Esasperato Molock tentò nuovamente di colpirla dall'alto con la spada, ma Pan bloccò l'arma tra le due mani "Mi hai rotto con questo spiedino!" affermò Pan e così dicendo la spezzò in due lasciando allibito Molock per poi colpirlo con un pugno sbattendolo a terra ed esclamando "Ora ti finisco!" "Paaaaaaaan!" urlò una voce. La ragazza si voltò e vide arrivare in volo sua madre Videl che le si affiancò. "Ciao mamma!" la salutò; Videl le sorrise dicendo "Ottimo lavoro figlia mia! Lascia, glielo do io il colpo di grazia!" Pan ridacchiò "Va bene, ma permettimi di darti una mano!" Videl annuì e le due caricarono i loro colpi migliori: Pan la Kamehameha e Videl l'Iper Cannon. I due colpi travolsero Molock disintegrandolo. Pan si guardò intorno "Benissimo! La città ora è libera da presenze negative!" Videl esclamò trionfante "...ed è stato tutto merito mio!" Pan si astenne dal commentare. In quel momento il gruppetto venne raggiunto da Goten che sosteneva con le braccia i recuperati Satan e Chichi. "Bene, ho incontrato Trunks, l'ha sistemato lui il boss e mi ha detto di andare tutti al palazzo di Dende!" disse alle due donne. "Truuuuuuunks! Il mio Trunks! Gradissimo unico fantastico!" iniziò a delirare Pan con gli occhi a cuoricino. "Ehm... Pan, dobbiamo andare da Dende! Sveglia!" la riportò alla realtà Goten. "Eh? Come? Ah sì sì certo! Hehehe!" Fece la ragazza ripigliando un po' di contegno. "Perché dobbiamo andare al palazzo di Dende?" chiese dubbiosa Videl. Senza riflettere sulle conseguenze di quel che avrebbe detto, Goten rispose "Ci sono dei nemici fortissimi in circolazione e siccome non ce la faremmo mai contro di loro è meglio che ce ne stiamo buoni e tranquilli lassù!" Pan si mise le mani nei capelli "Noooo... zio Goten! Non dovevi dirglielo....!" Videl aveva gli occhi pieni di determinazione "Ci sono altri nemici dunque! Bene... allora li affronterò e li sconfiggerò perché io sono Iper Videl! La numero uno!" esclamò più gasata che mai. Goten non sapeva cosa dire mentre Chichi la esaltava "Sì, grande Videl! Vai e distruggili, ho fiducia in te!" Satan un po' meno" No, no, no! Ti prego Videl! Sei la mia unica figlia! Non puoi andare a suicidarti in questo modo!" Purtroppo la voce di Chichi era molto più alta di quella di Satan e si sentiva solo lei. Pan sapeva che quando sua madre si metteva qualcosa di quel genere in testa, le parole non servivano a nulla, quindi decise di agire d'astuzia "Ok Mamma, andiamo, vengo con te!" disse quindi. Videl le sorrise e iniziò a volare (in una direzione peraltro del tutto casuale perché non percepiva auree). Pan la seguì e la colpì dietro la testa in un punto cruciale, facendola svenire "Scusami mamma, ma era l'unico modo per non farti troppo male" disse Pan prendendo in spalla il corpo svenuto della madre. Chichi era incredula "Che... che potenza! Ha... ha steso Videl...." Nessuno la considerò. "Bene, possiamo andare!" disse Pan dirigendosi verso il Santuario di Dende seguita dagli altri, mentre Chichi continuava a delirare " Ma vi rendete conto? Ha steso Videl!"

EPISODIO 5 - BATTAGLIA ALLA KAME HOUSE

LIVELLI DI COMBATTIMENTO - BATTAGLIA ALLA KAME HOUSE

La Kame House, la dimora del celeberrimo maestro Muten, colui che era stato maestro di valenti guerrieri tra cui Son Goku. Una casetta situata su una piccola isola sperduta nell'oceano. Nonostante fosse distante dai continenti, da lì Muten riusciva a vedere le esplosioni in lontananza e scuoteva il capo sconsolato "La Terra è stata attaccata di nuovo. Questa volta la minaccia è davvero terribile, un autentico esercito di creature ci ha attaccati... e pensare che un tempo mi ritenevo uno dei guerrieri più forti del pianeta, e oggi cosa sono? Solo un povero vecchio che non può in alcun modo contribuire alla difesa della Terra, mi sento così impotente nel non poter fare altro che confidare nelle nuove generazioni... " di fianco a lui una ragazza coi capelli biondi si agitava bellicosa "Un elicottero! Qualcuno mi dia un elicottero! Voglio far vedere a quei bastardi cosa vuol dire avere a che fare con Lunch!" sbraitava la donna. Un lampo di preoccupazione attraversò in quel momento lo sguardo di Muten "Volevi battagliare Lunch? Eccoti accontentata, stanno venendo qui!" disse ironicamente il vecchio maestro. All'orizzonte apparvero delle sagome, erano una piccola squadriglia di appena una dozzina di soldati, più due figure che si distinguevano, probabilmente due ufficiali. "Cosa facciamo adesso?" urlò la tartaruga di Muten preoccupata "Mettiti in salvo, non ti noteranno spero!" le ordinò Muten "Ma voi che farete?" chiese preoccupato l'animale "Non pensare a noi, salvati almeno tu! Obbedisci!" le urlò rabbioso Muten. La tartaruga capì che quello era l'ultimo desiderio del suo amico e decise di accontentarlo: chinò il capo, salutò con la pinna e si immerse allontanandosi in fretta. Muten restò ad osservarla andare via mentre Lunch afferrò le proprie mitragliette pronta a sprigionare la sua potenza di fuoco contro i nemici, che dopo poco atterrarono sull'isola. Erano tutti soldati, tranne due figure in mezzo ad essi: una era un maschio e l'altra una femmina. Il maschio era un tipo alto e biondo coi capelli sparati verso l'alto, totalmente avvolto in un mantello rosso che non permetteva di vedere altro di lui. La donna era vestita in modo orientale, con una sorta di kimono verde scuro dal quale a malapena spuntavano le sue manine candide e delicate, di un colore bianchissimo come la carnagione del suo viso sul quale si distinguevano due occhi dorati. Portava i capelli raccolti come le dame orientali, di un colore viola brillante. Le due figure si avvicinarono a Muten. Il maschio fece un passo in avanti e disse "Ma bene! E così credevate che nascondendovi qui sareste potuti scampare alle squadre della morte di Alzeryot eh? Beh vi è andata male, furboni! Adesso anche voi sarete eliminati e le vostre anime finiranno nella sfera dell'anima! Hahaha!" Lunch ringhiò di rabbia e scaricò una raffica di proiettili contro il nemico, ma quelli, invece di colpirlo, rimbalzavano contro di lui. Lunch restò allibita "Hahaha! Cosa pensi di fare con quegli obsoleti aggeggi contro Terox di Alzeryot? Sei patetica! Soldati, fatene ciò che volete, ma lasciate il vecchietto a me!" I soldati si scagliarono contro Lunch che cercava di difendersi con le sue armi da fuoco del tutto inefficaci. I nemici la circondarono e la sbeffeggiavano; lei era come una bambina che cercava di difendersi da un gruppo di energumeni. Muten avrebbe voluto intervenire, ma con Terox e la sua partner che lo avevano circondato non poteva farlo. Il guerriero di Alzeryot si rivolse alla partner "Ho cambiato idea Ariki, l'idea di combattere con questa pippa non mi alletta per niente, ci pensi tu?" Ariki fece spallucce ed annuì. Terox si alzò in volo per dare maggior spazio ai due duellanti, mentre Ariki osservava Muten con sufficienza. L'anziano esperto di arti marziali sudava freddo ed Ariki sbuffò "Si può sapere cosa stai aspettando ad attaccarmi? Credevo avessi fretta di aiutare la tua amica!" Muten sapeva che doveva cercare di guadagnare tempo, Ariki avrebbe potuto ucciderlo non appena le fosse girato di farlo, doveva cercare in qualche modo di bloccarla per poi salvare Lunch. Decise di tentare la tecnica della ninna nanna contro Ariki, tuttavia si rese presto conto che i suoi poteri ipnotici erano troppo deboli per poter funzionare contro un avversario di tale calibro. Irritata, Ariki sollevò il braccio in direzione di Muten "Mi hai annoiata vecchio! Sparisci!" così dicendo generò una sfera di energia ma, all'ultimo istante, una figura afferrò Muten con uno scatto velocissimo, salvandolo da una fine certa. Ariki se ne accorse e alzò lo sguardo vedendo che era stato Crilin a salvare l'anziano maestro. Colta da un sospetto, si voltò più in là e vide che il terrestre aveva già sbaragliato in pochi istanti i soldati. Terox restò impassibile ad osservare la scena, ma si sentì come osservato. Si voltò di scatto e vide che in alto troneggiava la figura di C-18. Terox non era un ingenuo: sapeva che se il suo rilevatore non rilevava alcuna aura era perché la sua avversaria era una cyborg... Il rischio che gli fosse superiore in potenza esisteva eccome! Però, se avesse sconfitto rapidamente il terrestre, avrebbe potuto usarlo come arma di ricatto nei confronti di C-18 e ne sarebbe stato comunque avvantaggiato. Intanto Ariki era molto contrariata "Come hai osato vanificare il mio attacco, nanerottolo!" così dicendo allungò il braccio verso Crilin e dalla sua manica partì una sorta di catena di metallo che lo colse alla sprovvista. Egli tuttavia riuscì a bloccarla e, quando Ariki cercò di ritrarla, la presa di Crilin si rivelò ferrea e non sembrava vi fosse verso di fargliela mollare. "Tu non sei al mio livello, vattene e avrai salva la vita.... Ho sempre sognato di dire anch'io queste parole... Però quando le pronunciava Goku suonava più fiko!" bofonchiò Crilin tirando a se l'avversaria per mezzo della catena. Poi la investì con una raffica di colpi e con un attacco conclusivo la sbatté in mare. Quindi il terrestre scese a terra insieme a Muten rassicurandolo "Non preoccuparti maestro, adesso tu e Lunch siete al sicuro!" Muten annuì, sembrava decisamente sollevato, ma non vi fu tempo per le felicitazioni perché Terox gli era già di fronte pronto a sfidarlo. "Con Ariki ti è andata bene, moscerino, ma io sono molto più forte di lei! Non hai speranze contro di me, rassegnati!" lo minacciò l'alieno di Alzeryot. Crilin sorrise e si mise in posizione di guardia "Sembri un avversario interessante, ma credo di potercela fare. C-18, non intervenire per favore, voglio farcela da solo!" Il cyborg ebbe un cenno di assenso e rimase a guardare lo scontro.
Crilin e Terox cominciarono a scambiarsi una rapida serie di attacchi. Potenzialmente erano più o meno alla pari, ma Crilin era psicologicamente in vantaggio, visto che il suo avversario si sentiva un po' a disagio nel doversi impegnare così tanto per fronteggiare un tale nanerottolo. In quel momento Ariki riemerse furiosa dall'acqua e vide Crilin e Terox combattere "Ho fatto una figuraccia! Ma adesso mi riscatterò agli occhi di Terox facendo prigioniera la compagna del terrestre!" Così dicendo si materializzò davanti a C-18 "Sorpresa! Adesso ti prenderò in ostaggio e ti consiglio di non opporre resistenza se non vuoi farti male!" le disse Ariki. La cyborg non cambiò minimamente espressione e si limitò a dire "Non starmi tra i piedi!" Ariki fu sorpresa del fatto che la donna non dimostrasse il minimo timore di lei "Meglio così... forse sarai talmente stupida da non evitare nemmeno il mio attacco!" Così dicendo, scaglio due lunghe catene dalle maniche del kimono che avvolsero totalmente il corpo di C-18 immobilizzandola "Hahahaha! Ma allora sei proprio stupida... o forse hai i riflessi rallentati?" la derise Ariki. Ma il suo sberleffo si trasformò presto in terrore quando vide la cyborg liberarsi dalle catene con totale naturalezza, come se fossero fatte di gesso. C-18 a quel punto stese una mano verso Ariki "Se qui c'è una stupida, quella sei tu... se non lo fossi, avresti ascoltato il mio consiglio!" e così dicendo scagliò un energy beam trapassandola da parte a parte. Il suo cadavere, dopo aver fluttuato un po' in aria, esplose in una nube di fumo. Attirato dall'esplosione, Terox si voltò e sbiancò nel rendersi conto di cosa stava accadendo "Ariki!!! Maledetti vi eliminerò tutti!!!" urlò infuriato generando un'onda di energia viola di dimensioni colossali e scagliandola verso l'isola. Lunch e Muten erano l'uno abbracciato all'altra terrorizzati. Crilin iniziò a preoccuparsi: non aveva considerato che il nemico potesse disporre di attacchi così insidiosi, quindi decise di controbattere con una kamehameha. I due colpi parevano inizialmente equilibrarsi, ma dopo poco le sorti dello scontro sembrava volgere a favore di Crilin. All'ultimo istante, però, Terox si scansò usando la supervelocità, portandosi al di sopra di un sorpreso Crilin. Lo attaccò con un altro raggio energetico e lo sbatté al suolo "Sistemato!" esultò Terox. Ma voltandosi vide che gli si era fatta incontro C-18 minacciandolo "Maledetto! Adesso la pagherai per quello che hai fatto a Crilin!" Terox sapeva della forza di C-18 ed era un po' preoccupato. Ma una voce provenne dal basso "C-18... ti avevo chiesto di lasciarlo a me!" lei si voltò e sorrise nel vedere che Crilin era sopravissuto all'attacco; anzi, sembrava ancora in buone condizioni! "Ma... come hai..." balbettò incredulo Terox "Non ne ero sicuro" ridacchio Crilin "Ma ora ne ho avuto la conferma: sia pure non di molto, il più forte tra noi due sono io!" Terox, alterato, esclamo "Tu vaneggi!" e Crilin "Staremo a vedere" esclamò alzando le braccia al cielo e urlando "Kakusandan!" Al comando del terrestre, alcuni raggi di energia dorata iniziarono a sollevarsi verso il cielo... Terox rise "Ma dove cavolo miri?" e non si rese neppure conto che nel frattempo i raggi avevano preso una traiettoria discendente e finirono per abbattersi su di lui. Terox era stato ridotto allo stremo da quel violentissimo attacco e ormai si reggeva a malapena; cercava vanamente di scorgere Crilin attraverso la nube di fumo ma, ad un certo punto, avvertì un sibilo alle sue spalle, si voltò e vide il Kienzan di Crilin ormai a pochi metri da lui. Non avrebbe mai fatto in tempo ad evitarlo, quindi cercò disperatamente di bloccarlo con le mani, ma entrambe vennero troncate di netto dal cerchio di energia che poi lo raggiunse alla testa decapitandolo e facendolo stramazzare al suolo senza vita. Con un ultimo raggio di energia Crilin ne spazzò via anche il cadavere. Quando venne raggiunto da Muten, Lunch e C-18 disse "Non è stato semplice, diciamo che è stato determinante il fatto che io conoscessi un maggior numero di tecniche rispetto a lui" "Hai avuto un ottimo maestro, ecco il motivo!" esultò Muten. Tutti si misero a ridere tranne C-18 che accennò solo un sorriso. In quel momento però avvertirono una presenza alle loro spalle. Tutti si voltarono mettendosi in posizione di guardia "Gasp! Fermi Fermi! Sono soltanto io!" disse Tartaruga che era appena tornato "Ho visto Crilin e 18 raggiungere l'isola e ho pensato che la situazione sarebbe stata risolta, e a quanto pare non mi sbagliavo" spiegò il fedele amico di Muten. Crilin annuì, ma poi sembrò preoccupato. "Che succede?" chiese C-18 che si era accorta del turbamento del marito. "Avverto due aure immense dirigersi verso la Città dell'Ovest! Ci sono Bulma, nostra figlia e gli altri là, temo siano in pericolo!" spiegò Crilin. "Ritieni siano fuori dalla tua portata?" chiese 18. "Ne sono assolutamente certo!" ammise amareggiato Crilin. C-18 si alzò in volo dicendo "Bene, allora tu porta Muten, Lunch e Tartaruga al Palazzo di Dende mentre io vado a combattere contro questi invasori e impedirò loro di raggiungere la città!" Crilin le si rivolse affettuosamente "Ma non posso lasciarti andare da sola!!" Ma lei con tono severo "Non discutere le mie decisioni! E poi alla Capsule Corporation c'è nostra figlia: in questo momento devo pensare a lei!" Crilin annuì e salutò a malincuore la moglie, quindi si rivolse ai suoi tre amici "Su, coraggio vi porto a Palazzo!" e così il gruppetto si diresse verso il Santuario di Dende.

EPISODIO 6 - I SUPER TERRESTRI

Quando Crilin aveva percepito le grandi auree avvicinarsi alla Città dell'Ovest, questa in realtà stata già attaccata. Anche se i nemici tanto temuti dal terrestre non erano ancora arrivati, la situazione non era comunque da considerarsi delle più rosee. Orde di soldati seminavo distruzione in ogni dove e una figura sospesa per aria osservava la scena compiaciuta. Sembrava la copia esatta di Seriko, l'alieno ucciso poco prima da Trunks; l'unica differenza era il colore della sua pelle, rossa anziché azzurra. " Questo centro abitato è estremante popolato, i tre generali saranno molto contenti per l'alto numero di anime che riusciremo a convogliare nella sfera!" disse divertito l'alieno. In quel momento fu raggiunto da un individuo dal fisico longilineo e la pelle squamata color verde chiaro. Era abbigliato con dei lunghi pantaloni bianchi, mentre non indossava nulla a copertura del torace; aveva dei corti capelli rossi e un muso semiumanoide, anomalmente schiacciato. " Thora, mio signore, ci è appena giunta la notizia che la squadriglia di suo fratello Seriko è stata totalmente annientata e purtroppo anche suo fratello ha perso la vita per mano, sembra, di un Super Saiyan" comunicò il nuove venuto. Thora lo fissò senza dire nulla, poi sul suo volto apparve un'espressione di sdegno "Ero certo che quell'incapace avrebbe infangato il nome della famiglia prima o poi, comunque il saiyan che l'ha eliminato deve essere trovato e condotto da me per essere giustiziato quanto prima! Solo così il nome della mia famiglia potrà essere rivalutato!" L'altro alieno chiese "Dobbiamo cercarlo?" Thora scosse la testa "No Jure, non è questa la priorità del momento, ce ne occuperemo dopo aver spopolato questa città, per nessun motivo possiamo lasciare il lavoro a metà!" e l'altro annuì "Si signore!" Intanto alla Capsule Corporation Bulma, Bra e Marron si stavano apprestando ad evacuare la zona. Marron era diventata una collaboratrice di Bulma, ma in quel momento si stava sinceramente pentendo di non essere rimasta a casa dove sua madre avrebbe potuto difenderla senza problemi "Bulma! Ma insomma! Quanto ci metti? Dobbiamo andarcene!" urlava Marron in preda al panico "Un momento! Devo mettere nelle capsule dei macchinari che ci potranno essere utili una volta giunti al Palazzo di Dende! Non posso lasciarli qua!" ribatté Bulma "Ma nemmeno possiamo lasciarci le penne!" esclamò disperata Marron. Bra non diceva nulla, si limitava a guardare fuori dalla finestra per vedere se qualcuno si avvicinava ed a un certo punto disse "Eccoli" con un tono che sembrava preoccupato, ma non spaventato. "Come eccoli?!?!? E ce lo dici così?" urlò Marron che ormai aveva bagnato la gonna dalla paura. "Fatto!" disse Bulma, mentre metteva in tasca l'ultima capsula, ma proprio in quel momento un'esplosione fece saltare in aria la facciata principale dell'edifico. Bulma e Marron furono scaraventate a terra, mentre la sola Bra rimase in piedi. Un gruppo di soldati era apparso dinanzi a loro, Bra sospirò "A questo punto mi ci vedo costretta!" e così dicendo iniziò a sviluppare un'aura verde che in breve la circondò "No... Bra" mormorò Bulma con un filo di voce. In quel momento però una sfera di energia azzurra apparve dal nulla e colpì i soldati uno dopo l'altro come una palla da Bowling abbatte i birilli; ben presto del battaglione non rimase nulla. Bra si calmò e la sua aura scomparve. In quel momento apparve colui che aveva ucciso tutti i soldati "State tranquille, ci sono qui io!" disse. "Ciao Yamcha!" lo salutò Bra, subito raggiunta da Bulma e Marron. Yamcha sorrise loro, ma presto sentì altri soldati avvicinarsi. Anche quando li vide apparire non diede l'idea di voler far nulla, come se confidasse che qualcosa li eliminasse in vece sua. Infatti quelli si bloccarono come se una forza telecinetica misteriosa ne impedisse i movimenti; poi un raggio di energia arancione li trafisse eliminandoli. "Eccomi Yamcha, la zona è libera ora!" disse il piccolo alleato "Ben fatto Jiaozi!" si congratulò Yamcha. I due super terrestri si affiancarono "Bra, tu porta in salvo Bulma e Marron, per loro è pericoloso restare da queste parti. Non ti preoccupare, qui pensiamo a tutto noi!" disse Yamcha. Bra annuì e prese con sé la madre e l'amica involandosi verso il Santuario di Dende. Appena furono soli, Jiaozi si rivolse all'amico "Dimmi Yamcha... sono stato il solo a sentire un grande aura poco prima di arrivare alla Capsule Corporation?" Yamcha era dubbioso "Ora che mi ci fai pensare, anche io ho avvertito una grandissima forza combattiva, persino più grande di quelle di Ten e Pan. Perciò quando sono arrivato ero molto preoccupato, eppure non ho visto nessuno qui che avesse una tale potenza!" "A meno che non sia stata...." ipotizzò Jiaozi che non aveva il coraggio di terminare la frase. Nessuno dei due disse nulla, si limitarono entrambi a guardare smarriti il cielo nel punto in cui le tre donne erano scomparse. Ad interrompere i loro pensieri furono delle sonore risate: Thora ed i suoi guerrieri li avevano trovati! "Uhm... guarda un po' cosa abbiamo qui! Si fatica a credere che voi siate dei terrestri, avete una forza considerevole rispetto alla norma; forse possiamo divertirci con voi sperando che il Super Saiyan si faccia vivo!" disse Thora stesso affiancato dal fedele Jure e da altri due individui. Uno era enorme ed aveva una muscolatura possente e la testa di un toro, sembrava uno di quei minotauri delle leggende elleniche. Poco più a sinistra c'era l'altro che aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri; vestito come gli antichi greci con una toga bianca, avrebbe potuto facilmente essere scambiato per un essere umano, se non fosse stato per un paio d'ali d'argento che gli spuntavano dalle scapole che tradivano la sua natura non terrestre. Fu il minotauro a parlare "Possente Thora, mi dia il permesso di schiacciare io questi vermi schifosi!" Il tipo dalle ali d'argento era d'accordo con l'idea del compagno "Direi che possiamo dare questa possibilità a Taurus: questi tizi non sono degni neppure di battersi con me, figuriamoci contro di lei e Jure!" Thora annuì "Concesso! Puoi divertirti con loro!" Taurus, compiaciuto, atterrò dinanzi a Yamcha e Jiaozi pronto alla battaglia "Allora? Chi vuole essere il primo?" chiese il minotauro. Yamcha fece un passo avanti "Te la vedrai con me razza di mucca troppo cresciuta!" disse il terrestre. Taurus sbuffò dalla rabbia per la provocazione subita e attaccò Yamcha caricandolo e sbattendolo contro un palazzo nelle vicinanze, mentre Jiaozi si era alzato in volo spaventato. Yamcha si rialzò e si tolse la povere di dosso; si era fatto cogliere di sorpresa. Capì che Taurus non era il tipo che amava perdere tempo in scontri verbali "Bene, mi hai sorpreso! Ma adesso parto al contrattacco, preparati! Rogafufuken!" Yamcha attaccò il nemico con i suoi artigli del lupo, colpendolo duramente e facendolo arretrare di parecchi metri, senza però riuscire a farlo cadere. Taurus schiumava rabbia e attaccò nuovamente Yamcha che stavolta riuscì a volare verso l'alto ed evitare l'attacco. Ma non ebbe tempo di gioirne, che Taurus lo afferrò al volo per una gamba e lo sbattè al suolo; quindi cercò di atterrare con tutto il suo peso sul terrestre, ma Jiaozi intervenne e riuscì a bloccarlo con la telecinesi per alcuni istanti, permettendo a Yamcha di spostarsi ed evitare di essere schiacciato. "Tutto bene?" chiese il piccoletto "Sì, non è molto più forte di me, se uniamo le forze ce la dovremmo fare!" disse Yamcha "OK, attacchiamolo insieme allora!" annuì Jiaozi. "Cosa state confabulando voi due? Beh, non importa, qualunque vostro piano sarà inutile!" disse Taurus per poi caricare nuovamente i due che si spostarono evitandone l'incedere. Appena furono oltrepassati, Jiaozi fece ricorso alla telecinesi bloccandolo nuovamente e Yamcha ne approfittò per colpirlo alla schiena coi suoi artigli del lupo sbattendolo al suolo; quindi lui e Jiaozi si alzarono in volo e lo colpirono congiuntamente con la Kamehameha e la Dodonpa, riducendolo in cenere.
I due esultarono mentre Icarus (colui che aveva le ali d'argento) alzò gli occhi al cielo scuotendo la testa "Che idiota, era così preso dal volersi dimostrare il più forte, che non ha valutato l'eventualità che i suoi avversari lo potessero attaccare insieme!" così dicendo atterrò dinanzi a Yamcha e Jiaozi e li derise "Mi aspettavo un po' più di lealtà da parte vostra... ma se siete propensi allo scontro due contro uno, accomodatevi pure contro di me... vediamo come ve la cavate!" Yamcha e Jiaozi lo attaccarono insieme, ma neppure così riuscivano a colpirlo. Dopo un po' Icarus si stancò di limitarsi a schivare e iniziò a martellarli con violenti contrattacchi. I due erano in palese difficoltà e provarono nuovamente la combinazione di prima, ma appena Jiaozi provò a bloccarlo con la telecinesi, si rese conto che la superiorità del nemico era tale che il suo tentativo fu inutile. Icarus lo stese con un violento pugno e Yamcha, che lo aveva intanto aggredito da dietro con gli artigli del lupo, presto lo raggiunse al tappeto quando il nemico lo afferrò per il braccio e lo scaraventò a terra. I due si rialzarono a fatica, mentre Icarus camminava verso di loro con aria divertita. "╚ forte! Molto più del precedente... proviamo ad attaccarlo insieme!" disse Yamcha. Jiaozi annuì e i due provarono ancora con la Kamehameha e la Dodonpa congiunte, ma Icarus contrattaccò con il Silver Flash, la sua tecnica migliore, riuscendo a prevalere sui due colpi degli avversari. I due terrestri riuscirono se non altro ad attutire l'attacco del nemico, al punto che non ne vennero uccisi. Entrambi erano però al tappeto e la situazione si era fatta davvero molto grave.

EPISODIO 7 - TENSHINHAN E C-17 SCENDONO IN CAMPO

LIVELLI DI COMBATTIMENTO - BATTAGLIA DELLA CITTÀ DELL'OVEST

Yamcha e Jiaozi stavano pensando ad un modo efficace per attaccare Icarus, ma non veniva loro in mente nulla di valido per fermare il nemico. Ad un certo punto Icarus si fermò in piedi poco distante dai due e disse con tono sprezzante "Mi avete seccato, siete solo dei terrestri inferiori, non meritate di vivere un secondo di più, preparatevi a scomparire!" e si scagliò loro contro. I due amici si misero disperatamente in posizione di guardia, anche se non si illudevano di resistergli ancora per molto. Il nemico stava per colpirli quando una figura si materializzò davanti a lui. Era Tenshinhan! Icarus ne fu sorpreso e non riuscì ad evitare il violento calcio del terrestre che lo mandò a sbattere contro un palazzo. Yamcha e Jiaozi lo accolsero entusiasti e Ten sorrise loro. Ma non era tempo di distrarsi, c'era una battaglia da affrontare e non poteva certo illudersi che quel calcio sarebbe bastato a mettere Icarus fuori combattimento. Infatti, il guerriero dalle ali d'argento si alzò furente "Come hai osato terrestre bifolco!" Ten si mise in posizione di guardia "Risparmia il fiato per batterti, ne avrai bisogno!". Quindi attaccò Icarus che si preparava a difendersi con aria di sufficienza, ma Ten fu più veloce di quanto lui pensava fosse possibile e lo colpì duramente sbalzandolo all'indietro. L'alieno dovette impiegare tutte le sue forze per evitare di schiantarsi, ma Ten non gli diede tregua e gli fu subito addosso, martellandolo con una raffica di pugni e calci. "Ten è il migliore! Darà una bella lezione a quel tipo!" affermò Jiaozi con un sorriso "Eh si! Il buon vecchio Ten sa il fatto suo! Del resto è il terrestre più forte dell'intero Universo!" concordò Yamcha. Lo scontro tra i due volgeva palesemente a favore del treocchi e ciò non mancava di stupire anche Jure e Thora "Non riesco a crederci! Non credevo che vi fossero terrestri capaci di battere Icarus!" affermò Jure sbattendo incredulo le palpebre "È molto bravo, ma da qui a preoccuparci ne passa!" disse Thora. Jure annuì. Ormai Icarus era ridotto piuttosto male ed ansimava affaticato mentre Ten sorrideva tranquillo "Beh, che hai? Mi sembravi così sicuro di te fino a poco tempo fa..." lo punzecchiò Ten "Taci! Silver Flash!!!!" urlò Icarus scagliando il suo attacco energetico contro l'avversario "Kikoho!!!" gli rispose Ten, generando un potente attacco energetico dalle mani che travolse sia il Silver Flash che il suo autore, disintegrandolo. "La vera battaglia comincia ora..." pensò Ten scrutando Jure e Thora che lo osservavano con espressione visibilmente contrariata. I due di consultarono e dopo un po', come previsto da Ten, fu Jure a farsi avanti. I due non dissero nulla, stavano l'uno di fronte all'altro. L'attacco di Jure fu fulmineo e tremendo: con una velocità sorprendente colpì Ten con una ginocchiata per poi schiantarlo a terra con un colpo a due mani. Il terrestre si rialzò, ma con la super velocità Jure gli apparve alle spalle e lo colpì ancora scaraventandolo al suolo. Poi gli si scagliò nuovamente contro, ma di fronte a lui apparvero Yamcha e Jiaozi ad attaccarlo coi loro colpi energetici. L'alieno però li evitò e stese entrambi con un calcio a testa. Ten approfittò della confusione per attaccarlo con il Kikoho, ma Jure riuscì a pararlo, lasciando di stucco il terrestre. Jiaozi e Yamcha si ripresero e si affiancarono a Ten "╚ troppo forte per essere sconfitto con degli attacchi normali; se vogliamo liberarcene, bisogna che mi aiutiate!" disse Ten "Noi ti aiuteremmo Ten, ma la nostra forza è troppo inferiore sia alla tua che alla sua, in che modo potremmo esserti utili?" domandò sconsolato Jiaozi. Ten assunse un'espressione pensosa, poi si illuminò "Un modo c'è!" esclamò. "E sarebbe?" chiese incuriosito Yamcha. I tre confabularono mentre Jure incrociò le braccia "Vediamo che si inventano ora..." Ten rimase immobile mentre Jiaozi e Yamcha lo attaccarono "Ah! Che piano stupido! Ma non capite che non potete niente contro di me?" E così dicendo evitava ogni attacco dei due, per poi contrattaccare pesantemente atterrandoli per l'ennesima volta. Quindi si voltò verso Ten per vederne la reazione, ma quello fu il suo errore "Taiyoken!" urlò Tenshinhan nel preciso istante in cui il nemico si era voltato, abbagliandolo col colpo del sole. Jure rimase accecato e procedeva a tentoni per cercare di capire dove fossero i suoi avversari. Quando recuperò la vista, si rese conto che i tre non erano più lì ma si sentì osservato dall'alto. Alzò lo sguardo e vide Ten sopra di lui e gli altri due terrestri posizionati sopra lo stesso Ten. Anche Thora osservava il guerriero dai tre occhi; aveva la sensazione che stesse per accadere qualcosa di estremamente pericoloso. Ten mise le mani a triangolo e prese la mira inquadrando sia Jure che Thora nel suo mirino spirituale "Per voi è finita! Ultimate Kikoho!!!!"
Così dicendo, scagliò un colpo di energia arancione del tutto simile a quello che aveva bloccato Cell moltissimi anni prima, ma dalla potenza ancora più devastante. Jure e Thora erano increduli, non potevano certo immaginare che Ten potesse sviluppare una simile energia. L'impatto fu terribile e ogni cosa nell'arco di centinaia di metri venne distrutta. Quando la luce si diradò, si vide che un'enorme voragine si trovava ora nel luogo dove prima era la città. Più lontano, tra le montagne, qualcuno si era accorto di quel trambusto: era il cyborg numero 17 che si rese subito conto che era in corso una cruenta battaglia. Lui aveva eliminato qualche nemico incontrato sulla sua strada, ma non si era affannato più di tanto ad occuparsi della cosa confidando che sarebbero stati i guerrieri GT come al solito a sistemare la questione. Ma il richiamo della battaglia fu per lui irresistibile "Forse c'è bisogno del mio intervento... È giunto il momento che anch'io mi dia da fare!" disse tra sé e sé dirigendosi verso la Città dell'Ovest. Ten era ansante, era sfinito ma ce l'aveva fatta: non c'era più traccia né di Jure né di Thora. I nemici erano molto più forti di lui, ma con quella mossa era riuscito a sovvertire le sorti dello scontro. Yamcha e Jiaozi corsero a congratularsi con lui, ma la loro gioia si trasformò presto in terrore: videro infatti che Thora era proprio sopra di loro. Aveva subito la stessa trasformazione cui aveva dovuto far ricorso suo fratello Seriko, quando anche per lui le cose si erano messe male. Ten lo guardò disperato: si era illuso di aver posto fine a quell'incubo, invece si trovava di fronte ad un nemico ancora più forte di prima.
"Ti faccio i miei complimenti terrestre! Un colpo veramente magnifico! Sei riuscito a uccidere Jure e, se non mi fossi trasformato in tempo, sarebbe stato fatale anche per me!" disse Thora con espressione stupita. "Siamo nei guai ragazzi!" disse Ten "Non puoi riprovare con l'Ultimate Kikoho?" chiese speranzoso Yamcha. Ten scosse la testa ed abbassò le braccia in segno di resa, a capo chino "Mi dispiace ragazzi... l'Ultimate Kikoho è una mossa molto efficace, ma ha un terribile difetto... consuma tutta l'energia spirituale in un colpo solo... Non mi è rimasto neppure un briciolo di forza per combattere!" Yamcha e Jiaozi tremavano nel sentire le parole del terrestre. Ten però non voleva darsi per vinto e bisbigliò "Questo però Thora non lo sa... forse, se gioco d'astuzia, riesco a guadagnare un po' di tempo!" Quindi Ten osservò il nemico e gli disse con fare minaccioso "Hai visto di cosa sono capace? Non so se te la caveresti se utilizzassi un Ultimate Kikoho ancora più potente!" Thora sembrava un po' preoccupato. Ten se ne accorse e sorrise posizionando nuovamente le mani a triangolo e puntandole verso il nemico "Ti consiglio di non fare mosse azzardate se non vuoi che ti spedisca all'altro mondo!" lo minacciò. Thora ringhiava, non sapeva decidere sul da farsi: forse il suo avversario stava solo bleffando, ma non poteva esserne del tutto sicuro! Tra i due era in corso una logorante guerra di nervi, il silenzio era assoluto, nessuno azzardava muovere un dito né tanto meno proferire parola. All'improvviso ci fu l'attacco di Thora. Ten non riuscì neppure a vederlo e con un solo pugno l'alieno gli fece perdere i sensi facendolo stramazzare al suolo. Thora sorrise "In fondo me lo aspettavo... Non ti era rimasta neppure una minima riserva di energia... Comunque hai combattuto bene, complimenti!" disse con tono sprezzante. Yamcha e Jiaozi erano disperati: Ten non poteva più difendersi e loro non potevano sicuramente permettere che venisse ucciso. Allora entrambi si scagliarono alla disperata contro l'avversario che li derise "Poveri sciocchi! Ci tenete così tanto a morire prima del vostro amico?" Così dicendo andò loro incontro, quando all'improvviso apparve ad una velocità impressionante un nuovo guerriero. "Ma quello è C-17!" esclamò Yamcha. Il cyborg osservava Thora con un sorriso irridente "Così tu sei uno degli ufficiali degli invasori... Scusa se te lo dico ma non mi sembri un granché" Thora, che non prese molto seriamente la sua provocazione, ribatté "Non so chi tu sia, ma una cosa è certa... sei uno sbruffone!" C-17 sorrise, quindi con la coda dell'occhio si rivolse ai due terrestri "Questo non è posto per voi incapaci, andate a nascondervi da qualche parte e portate via il vostro amico!" I due non impazzirono di gioia nel sentirsi dare degli incapaci ma conoscevano abbastanza bene C-17 dal capire che non era il caso di contraddirlo. Quindi recuperarono silenziosamente Ten e si avviarono a raggiungere il Palazzo di Dende.
Ora C-17 e Thora erano l'uno di fronte all'altro "Sei un terrestre?" chiese Thora provocatoriamente "Un tempo, forse..." ghignò C-17. Thora non capì cosa intendesse dire il cyborg, ma quei giri di parole lo stavano facendo innervosire. Espanse la sua aura nel tentativo di impressionare l'avversario che sbuffò "Uffa così mi scompigli i capelli!" e con la super velocità scomparve e riapparve davanti al nemico, sferrandogli un potente calcio che lo fece volare a terra. Thora si rialzò a fatica, incredulo: non era usuale che un solo calcio gli procurasse tanto dolore. Capì che il suo avversario questa volta doveva essere davvero forte. C-17 gli atterrò di fronte e gli sorrise con l'aria di volerlo prendere in giro. Thora si infuriò e cercò di colpirlo con un pugno, ma quegli lo bloccò senza il minimo sforzo. Allora cercò di divincolarlo dalla presa, ma il cyborg lo tratteneva senza problema e poi cominciò a stringere rompendogli la mano e facendolo urlare dal dolore. Poi attaccò ancora inesorabile con una gomitata al volto, rompendogli il setto nasale. Ormai in preda al dolore più atroce, Thora si portò le mani al volto indietreggiando, ma con la super velocità C-17 si portò dietro di lui, dandogli le spalle e, appena sentì la schiena dell'avversario a contatto con la sua, lo colpì con una gomitata, senza neanche girarsi, spaccandogli la spina dorsale. Thora ormai era ridotto alla più totale impotenza... Cercò disperatamente di sollevare la testa, ma vide la mano dell'avversario a pochi centimetri dalla sua faccia "No... Ti prego... Non..." balbettò, ma C-17 ignorò la sua supplica e fece partire il suo colpo mortale: un raggio di energia che fu fatale all'avversario che scomparve nel nulla. "Te lo avevo detto che non eri un granché! Ora vediamo un po' cosa sta combinando la mia sorellina!" E sorridendo si alzò in volo alla ricerca di C-18.

EPISODIO 8 - I SICARI DI DAFNE

Trunks volava nel cielo in direzione di una grande fonte di energia che sentiva in lontananza. Seguiva quella via per adempiere principalmente a due missioni che si era prefisso. In primis cercare i cyborg C-17 e C-18 per motivi che solo lui, sua madre, sua sorella e Marron conoscevano; poi voleva individuare a chi apparteneva quell'immensa aura e, se possibile, sconfiggere colui che la sprigionava. Si trovò a un certo punto a sorvolare una vasta distesa boschiva, quando sentì dei rumori provenire da sotto di lui. Si rese conto che qualcuno, celato tra gli alberi, lo stava attaccando con dei raggi di energia. Il saiyan iniziò ad evitarli con una certa difficoltà e si rese ben presto conto di essere un bersaglio troppo facile nel cielo aperto; quindi decise di scendere nella foresta ad affrontare i nemici e, per maggiore precauzione, si trasformò immediatamente in Super Saiyan. Iniziò a camminare circospetto per la foresta, i suoi sensi erano tesi alla massima efficienza: sapeva che quello era il posto ideale per un'imboscata. Difatti l'attacco giunse improvviso: quattro fendenti che vennero però evitati dal Super Saiyan, tranne uno che gli squarciò la manica del giubbotto non ferendolo per un pelo. Decine di alberi crollarono sotto quei colpi che ridussero parte della foresta in una vasta radura. "Chi siete? Fatevi vedere!" urlò Trunks, mettendosi in posizione di guardia. Come ad obbedire al suo comando, quattro figure si materializzarono dinanzi a lui. Tre di essi formavano una linea dinanzi al quarto, probabilmente il capo, che era dietro di loro. I tre erano vestiti come dei moschettieri con la caratteristica uniforme colorata, ognuna di un colore diverso: una di colore rosso, una blu scuro e un'altra di colore nero. Il capo invece indossava un vestito settecentesco di colore viola scuro, aveva i capelli biondi tagliati corti e sul volto portava la barba tagliata a pizzetto. E, proprio come degli spadaccini, tutti loro portavano un fioretto in mano. Fu il capo a parlare per primo "Noi siamo gli spadaccini di Lady Dafne e abbiamo l'ordine di non permettere a nessuno di oltrepassare questa foresta. Il mio nome è Lion e sono il migliore spadaccino dell'esercito di Dafne!" Poi si presentarono gli altri tre con i rispettivi nomi, Akros il rosso, Ravis il blu e Sairot il nero. Trunks sorrise "Ma che bella squadretta di manichini! Io invece sono Trunks, meglio noto come colui che adesso cambierà i connotati a tutti voi! Fatevi avanti!", Lion però nicchiò facendo segno di negazione con il dito "Hei! Per chi ci hai presi? Per quei trogloditi che hai incontrato sinora? Eh no mio caro! Noi abbiamo un nostro regolamento preciso per i duelli! Accetti di sottostarvi o forse hai paura? ", Trunks ghignò di scherno "Paura io? Ma non raccontar barzellette! Sono pronto a sentire il vostro regolamento!" Lion spiegò "Allora... noi spadaccini combattiamo rigorosamente uno contro uno quindi dovrai batterci uno alla volta!" Trunks annuì "Ciò vi fa onore!" Lion aggiunse poi "Non è tutto! Noi non combattiamo contro avversari disarmati! Quindi per sfidarci devi avere una spada, ma visto che tu non l'hai portata te ne possiamo prestare una noi!" Trunks sorrise divertito "E chi vi ha detto che non l'ho portata con me?" disse Trunks tirando fuori una capsula hoi-poi. La fece esplodere rivelandone il contenuto: la spada degli eroi di Conuts donatagli da Tapion molti anni prima "Dite che questa può andare?" chiese Trunks. Lion sgranò gli occhi in uno stato di contemplazione estasiata "Che meravigliaaaaaaaa! Ma dove hai trovato una spada così assolutamente fantastica? Io adoro le spade, ma giuro su lady Dafne in persona... non ho mai visto un'arma così in vita mia! Ora ho un motivo in più per batterti: quella meraviglia deve essere mia!" Trunks lo guardò male "Scordatelo, è un regalo di un caro amico. Non te la cederò mai e poi mai!" Lion sorrise perfidamente "Non è questione di volontà... forse non ti ho detto che i nostri sono duelli all'ultimo sangue e quindi uno di noi non ne uscirà vivo in ogni caso!" Trunks bofonchiò "Lo immaginavo!". Akros si era già presentato dinanzi a Trunks. Lo scontro stava per avere inizio e i due si fissarono negli occhi, ognuno pronto a cogliere la prima esitazione dell'avversario per sferrare un colpo mortale. Fu Akros ad attaccare per primo, anche perché considerava Trunks un novellino, ma aveva sottovalutato l'avversario che si difendeva con grande destrezza. Gli allenamenti di Trunks in quei 7 anni si erano basati anche sull'uso della spada e i risultati si vedevano eccome! Akros non riusciva a mettere a segno colpi che Trunks non riuscisse ad evitare. Ad un certo punto, il moschettiere piroettò all'indietro e toccò il terreno con la punta del fioretto generando una fiammata che si diresse verso Trunks che, sorpreso, la evitò per un pelo "Hei, ma non vale! Le vostre spade sono magiche, uffa!" Esclamò contrariato il figlio di Vegeta. Lion nicchiò "Non sono le spade a essere magiche! Siamo noi che riusciamo a convogliare i nostri poteri magici nelle spade! È una tecnica molto complicata che solo i grandi maestri della spada sono in grado di eseguire!" Trunks annuì "Interessante!" Ma si era per un attimo distratto e per poco non venne travolto da una seconda fiammata di Akros. Riuscì a schivarla con un riflesso fulmineo per poi contrattaccare "Adesso basta!" Con un colpo secco di spada Trunks tagliò il braccio ad Akros facendogli cadere anche la spada quindi gli puntò la spada contro e urlò "Finish Buster!" il colpo energetico venne convogliato nella spada di Trunks e colpì Akros disintegrandolo "Fuori uno!" esultò Trunks. Lion era allibito! Non solo era riuscito a sconfiggere Akros, uno dei supposti invincibili spadaccini di Dafne, ma era riuscito ad emulare la tecnica del convogliamento energetico attraverso la spada al primo tentativo. Dopo l'attimo di incredulità Lion sorrise "Finalmente dopo tanti anni uno scontro interessante!"
Nel frattempo Ravis con la sua uniforme blu si era presentato di fronte a Trunks: sarebbe stato lui il suo prossimo avversario. Lo scontro iniziò e Trunks si rese subito conto che Ravis era decisamente migliore del compagno che l'aveva preceduto: era più rapido e i suoi affondi erano più precisi, tanto che Trunks doveva concentrarsi non poco per difendersi con efficienza e i suoi contrattacchi venivano a loro volta evitati dal suo avversario. Ad un certo punto Trunks parò l'ennesimo attacco di Ravis e spinse con forza sbilanciando l'avversario e facendolo cadere; ma prima che Trunks potesse approfittare del momento per affondare il colpo decisivo, Ravis toccò il terreno con la punta della spada. Trunks si sentì sprofondare e una sensazione di bagnato lo avvolse. Incredibile ma vero: Ravis aveva tramutato la radura in un lago col solo tocco della sua spada. Colto alla sprovvista, Trunks ci mise un po' per riprendere coscienza della situazione; intravide in acqua anche Revis che gli puntò la spada contro generando un mulinello d'acqua che lo centrò in pieno. Era una barriera invalicabile, un vortice che lo circondava e gli impediva di risalire in superficie. Trunks sapeva di dover inventarsi qualcosa, altrimenti sarebbe affogato. All'improvvisò si illuminò: aveva capito come fare! Si mise a girare vorticosamente su se stesso, in senso opposto rispetto al mulinello, generando una corrente contraria e abbattendo il mulinello. Non solo, aveva girato con tale velocità che la forza d'urto aveva sbalzato Ravis fuori dall'acqua. Il moschettiere era intontito e non capiva dove fosse Trunks. Il saiyan spuntò in quel momento dall'acqua e, cogliendolo alla sprovvista, lo tagliò a metà con un colpo di spada così come tempo prima Mirai Trunks aveva fatto con Metal Freezer. Poi lo tagliò a fette e ne disintegrò i resti con un attacco energetico. "Evvai così!" esultò Trunks. Lion osservò Sairot... era l'ultimo rimastogli, poi sarebbe toccato a lui fronteggiare quella furia dorata!
Intanto C-17 stava procedendo nella ricerca di C-18; non sapeva esattamente cosa lo portasse a cercarla in quella direzione. Non era qualcosa di spiegabile, ma lei e sua sorella erano legati in modo viscerale, si poteva dire che fossero due parti di un'unica entità. Avevano condiviso tutto nella vita, la loro esistenza umana di cui quasi non ricordavano più nulla, la traumatica esperienza della trasformazione in cyborg, l'essere stati a lungo sul sottilissimo filo che separava il bene dal male. Insomma, si poteva dire che definire il loro legame come fraterno sarebbe stato riduttivo; era qualcosa fuori da ogni schema, quindi non aveva senso cercare di spiegare perché ognuno sapesse sempre dove trovare l'altra e viceversa. Ad un certo punto si ritrovò a volare in mezzo ad una nube: era una nube grigia assai strana e innaturale. In un primo momento il cyborg pensò si trattasse di residui di esplosioni, ma guardando verso il basso vide che non vi era traccia di rovine di alcun genere; era davvero molto strano. I suoi dubbi divennero una minaccia concreta quando sentì qualcosa bloccargli le braccia: il fumo si era condensato formando due mani che lo tenevano bloccato. Con la coda dell'occhio vide che l'intero ammasso fumoso si era condensato assumendo una fisionomia umana. L'essere parlò "Sei caduto in trappola... A quanto pare tu non sai percepire le aure... Buono a sapersi!" Irritato C-17 gli chiese "Chi sei?" L'essere fumoso rise "Sono Smoke, uno dei sicari di Lady Dafne. Nessuno deve avvicinarsi a lei... Il nostro compito è difenderla!" C-17 cercava di divincolarsi, ma era in posizione abbastanza svantaggiosa "Senti, a me della tua padrona non importa nulla, io sto solo cercando mia sorella. Non farmi perdere tempo e lasciami andare!" si lamentò il cyborg "Mi spiace, ma ormai sai troppe cose perché io possa lasciarti andare, ed in ogni caso il mio compito è di eliminare chiunque mi capiti a tiro, a prescindere!" spiegò Smoke "Come vuoi!" disse C-17 che con un movimento brusco riuscì a liberare una braccio e sferrare una gomitata ben assestata a Smoke che abbandonò la presa. C-17 approfittò del momento per attaccarlo ancora con un calcio rotante, ma Smoke si trasformò in fumo perdendo consistenza "Ma cosa..." esclamò C-17 che non si aspettava che l'avversario avesse questa padronanza dei suoi poteri. Il sicario di Dafne si materializzò di nuovo alle sue spalle e lo colpì violentemente sbattendolo al suolo. C-17 si riprese e lo attaccò con un energy beam, ma Smoke perse di nuovo consistenza diventando fumo ed il colpo passò attraverso di lui senza danneggiarlo in alcun modo "È inutile che ti sforzi amico! Io sono invulnerabile! Hahahaha!" lo derise Smoke. C-17 ringhiò di rabbia, doveva pur esistere un modo per sconfiggere quel guerriero di fumo!

EPISODIO 9 - FEROCE BATTAGLIA

C-17 pensava ad una strategia mentre continuava vanamente a cercare di colpire l'avversario che si manteneva inconsistente. "Non so cosa speri di ottenere in questo modo, finché resti fumo credo che neppure tu mi possa attaccare!" disse C-17. Smoke rise, il cyborg aveva ragione da questo punto di vista, ma era innegabile che la capacità di rendersi fumo rappresentasse un vantaggio. C-17 rimase immobile e con la coda dell'occhio vide che Smoke stava tentando di riprendere forma dietro di lui,. Allora si voltò di scatto e tentò di colpirlo con un energy beam ma Smoke con incredibile rapidità tornò a trasformarsi in fumo anche se stavolta aveva evitato il colpo veramente per un pelo. "Che noia! Hai intenzione di continuare così per molto? Di questo passo combatteremo all'infinito!" si lamentò C-17 che aveva fretta di raggiungere sua sorella. Smoke non rispose e C-17 vide la nube di fumo allontanarsi e prendere forma diversi metri più in là. C-17 non si aspettava un attacco frontale e non si trovò nelle condizioni di approfittare dell'occasione. Anzi, fu Smoke ad attaccarlo, ma il cyborg riuscì ad evitare il suo colpo per poi contrattaccare a sua volta con un raggio di energia. Per l'ennesima volta però Smoke perse consistenza ed il colpo andò a vuoto. "Probabilmente sta cercando di farmi stancare, lui non sa che ho energia infinita, un vantaggio niente male! Uhm... forse ho capito come sconfiggerlo!" pensò tra sé e sé C-17. Quindi si scagliò contro la nube fumosa attaccandola con pugni calci e Ki senza soluzione di continuità. "Ti ho esasperato al punto che mi attacchi a caso ora? Beh tanto peggio per te!" disse Smoke, mentre C-17 continuava a colpire l'aria. Ad un certo punto, come Smoke aveva previsto, C-17 rimase senza forze e si accasciò a terra. Il guerriero di fumo gli si avvicinò ignaro della trappola del cyborg. "A quanto pare ti sei fatto prendere troppo dalla foga... Ora che non ti reggi più neppure in piedi, per me sarà un giochetto sconfiggerti!" disse Smoke e tirò un calcio a C-17 scagliandolo diversi metri indietro. Il cyborg voleva dare maggiore sicurezza al suo avversario: se lo avesse attaccato subito, Smoke avrebbe mangiato la foglia e avrebbe evitato nuovamente il colpo, quindi decise di farsi colpire qualche volta per rendere più credibile la sua sceneggiata. Smoke a quel punto si convinse di aver avuto la meglio e si preparò a finirlo con un attacco energetico, ma C-17 non aspettava altro e lo colpì in pieno al ventre con un raggio di energia, passandolo da parte a parte. Smoke si accasciò a terra tenendosi l'addome sanguinante tra le mani. "Ti ho giocato! Ora non penso tu possa usare ancora i tuoi poteri in quelle condizioni!" sorrise C-17. "Ma... maledetto!" balbettò Smoke che con un ultimo sforzo lanciò un colpo energetico contro C-17 che però lo deviò facilmente con la mano. "Sei deboluccio... A parte la tua arma segreta, non vali granché come guerriero!" disse C-17 per poi puntare la sua mano a pochi metri dal volto del nemico. "Pietà, non uccidermi!" lo scongiurò Smoke. "Lo chiedi alla persona sbagliata!" rispose C-17 e con un colpo mortale ridusse Smoke in cenere. Quindi si alzò in volo e proseguì nella ricerca di sua sorella.

Intanto Trunks aveva già iniziato il suo combattimento contro Sairot il nero. Stavolta lo scontro era davvero equilibrato: l'abilità dei due era pressoché equivalente, tanto che nessuno dei due aveva ancora compreso chi tra se stesso e l'avversario fosse il più abile. I due si muovevano agilmente per tutta la radura scambiandosi rapidissimi fendenti che però venivano tutti parati o schivati dal rispettivo avversario. Sairot iniziò ad attaccare Trunks generando turbinii di vento che partivano dalla punta del suo fioretto. Trunks evitò agilmente l'attacco che però colpì gli alberi. Questi, cadendo, stavano per finire proprio addosso a lui; Trunks allora espanse la sua aura deviandone la traiettoria ed incendiandoli. Sairot gli fu nuovamente addosso, ma per l'ennesima volta Trunks lo evitò e con un calcio lo fece cadere a terra. Con una rapida piroetta Sairot scattò nuovamente in piedi e con un calcio scagliò un tronco d'albero incendiato contro Trunks il quale reagì tagliandolo a metà con la spada. I due ripresero a duellare, le loro spade si incrociarono ed entrambi iniziarono a spingere con forza... Le lame stridevano l'una sull'altra, mentre i rispettivi padroni facevano forza su di esse. Ad un certo punto la spada di Sairot si spezzò. Trunks sorrise e piantò la spada nel terreno "Non mi sembra giusto che io combatta con la spada quando tu sei disarmato... proseguiamo corpo a corpo!" propose il saiyan. Sairot non rispose, sembrava preoccupato. All'improvviso restò come pietrificato, aprì la bocca e un fiotto di sangue ne uscì. Trunks non capì finché non vide il suo corpo senza vita accasciarsi al suolo. Dietro di lui vi era Lion con la spada insanguinata: l'aveva ammazzato lui! "Perché l'hai fatto? Sei spregevole!" lo accusò colmo d'ira Trunks. Lion osservò il cadavere dell'ex compagno con espressione sdegnata "Uno spadaccino che rompe la propria spada è un insulto alla categoria e pertanto merita di essere seduta stante giustiziato!" affermò. "Sei... sei un folle! La tua mente è malata! Non meriti di esistere maledetto!" disse Trunks pronto alla battaglia. "Ho come l'impressione che l'aver battuto quei tre ti stia portando a darti troppe arie amico... Ora vedrai cosa significa avere a che fare con un vero maestro!" disse Lion, circondato da un alone di energia mentre si apprestava ad attaccare. Trunks sentiva che Lion rappresentava una minaccia di gran lunga superiore ai tre spadaccini affrontati in precedenza. Il suo avversario brandì l'aria generando una curva di energia che Trunks parò con la spada, ma il contraccolpo fu tremendo e il saiyan venne scaraventato all'indietro abbattendo diversi alberi. Appena si rialzò in piedi fu essere colpito in pieno da un lampo azzurro di energia partito fulmineo dal fioretto di Lion: scariche elettriche attraversavano il corpo di Trunks che urlava da dolore. Sia pure a fatica, il Super Saiyan sollevò la testa e vide che il nemico stava per abbattere la sua spada su di lui. Con un riflesso fulmineo riuscì ad evitare di essere colpito, ma la spada di Lion aveva lasciato un solco profondissimo lungo decine di metri: Trunks aveva i brividi al pensiero di cosa sarebbe potuto accadere se non lo avesse evitato in tempo. Quindi balzò su un tronco d'albero e lo usò come sponda per piombare con la spada addosso a Lion con un attacco a due mani, ma quegli parò il colpo con facilità usando la sua spada con una sola mano e dall'altra fece partire un'onda di energia che catapultò Trunks molti metri più in là. Lion sorrise e avanzò nella foresta alla ricerca del posto dove aveva spedito il suo avversario.

Nel frattempo C-18 stava percorrendo una zona non troppo distante: era alla ricerca degli individui minacciosi di cui le aveva parlato Crilin. All'improvviso, una figura le apparve davanti: era un guerriero di media taglia circondato da un abito nero, come quello dei ninja, che lasciava scoperti solo gli occhi. Erano occhi di serpente ed intorno ad essi si poteva distinguere una pelle verde e squamosa. Fisicamente era umanoide, se non fosse stato per i corti artigli che uscivano dalle sue mani. C-18 arrestò il suo incedere dinanzi a lui e i suoi occhi glaciali incrociarono quelli da rettile del misterioso personaggio. "Qualche problema?" chiese ironicamente C-18. "Per te moltissimi dolcezza!" sibilò il personaggio accentuando le "z" in modo del tutto simile ad un serpente. C-18 non disse nulla, attendeva che fosse il suo avversario a scoprirsi. Entrambi sembravano perfettamente in grado di dominare la propria tensione senza darla a vedere al rispettivo avversario. Fu l'uomo dalla voce da rettile a rompere il silenzio "Il mio nome è Ofion. Lady Dafne ha scoperto che stai cercando di ostacolare l'avanzata di Breeze e Arakan, i suoi guardaspalle, che stanno puntando alla Città dell'Ovest. Beh io sono qui per impedirtelo!" la minacciò Ofion. "Breeze e Arakan... dunque le forze che Crilin ha percepito prima hanno finalmente un nome!" considerò C-18. La mascherà di Ofion si contrasse, rivelando quel che probabilmente era un sorriso... "Sì, loro sono i guerrieri più forti al servizio di Lady Dafne e subito dopo di loro vengo io! Hai avuto fortuna ad incontrare me per primo, loro ti avrebbero conciata ancora peggio di come ti ridurrò io!" sibilò Ofion. C-18 si mise in posizione di guardia "A quanto pare mi sto avvicinando a uno dei grandi capi... quindi non mi sembra il caso di perdere tempo con te! Sarò io ad eliminarvi tutti!" affermò C-18 con gran determinazione e, così dicendo, si scagliò contro Ofion. Tentò di colpirlo con un calcio, ma l'avversario lo evito e cercò di contrattaccare con un pugno, a sua volta bloccato dalla cyborg. I due continuavano a scambiarsi colpi a gran velocità dimostrando di avere una forza combattiva molto simile. Ad un certo punto Ofion stese una mano contro C-18 e generò dai polpastrelli uno strano liquido verde. Lei lo evitò per un pelo, venendo colpita solo di striscio ad un braccio: la manica del suo vestito era stata disintegrata e sentiva un doloroso bruciore al braccio. Mentre se lo teneva, vide il liquido cadere al suolo corrodendo tutto ciò che ne veniva toccato "Deve essere una sorta di acido molto potente, meglio stare in quardia!" considerò C-18 per poi rivolgersi nuovamente contro l'avversario "Me la pagherai!" e scagliò una raffica di Ki contro Ofion. Questi riuscivava ad evitarli tutti ed allora la cyborg caricò il Kienzan e glielo scagliò addosso ma l'avversario lo evitò per un pelo. "Mancato!" la derise Ofion. C-18 aveva però una migliore padronanza dell'uso del Kienzan rispetto a Crilin e lo stava richiamando indietro per colpire Ofion alle spalle, ma l'uomo rettile se ne accorse. Si voltò e vide che era troppo tardi per evitarlo, quindi lo contrastò con un colpo di energia che riuscì a disintegrarlo. Le schegge che ne schizzarono via, gli causarono però dei piccoli tagli in varie parti del corpo. Ofion si voltò verso C-18 e sibilò "Sei molto forte, donna! Non me lo aspettavo, i miei complimenti!" C-18 annuì "Grazie, anche tu sei meglio di quanto pensassi. Comunque alla fine sarò io a spuntarla!" Ofion sorrise "Lo vedremo!". I due ricominciarono la loro violenta battaglia ed il boato dei loro colpi rimbombava nell'aria. C-18 attaccò l'avversario con una sfera di energia e Ofion fece altrettanto; i loro colpi si annullarono in un'esplosione accecante.

Nello stesso momento Lion camminava per la foresta guardandosi intorno "Trunks! Dove ti sei nascosto? Lo so che sei qui intorno!" lo provocava. Ma Trunks restava nascosto tra le chiome degli alberi "Non ancora" pensò tra sé e sé il saiyan, mentre Lion passava camminando sotto di lui. Il nemico non si era accorto della presenza di Trunks sopra di lui ed oltrepassò il punto dove quegli si era nascosto. "Ora!" pensò Trunks uscendo allo scoperto. Lion si voltò di scatto ma era troppo tardi: "Finish Buster!" urlò Trunks scagliando il suo colpo a grande velocità contro Lion. "Illuso!" gridò questi e con un fendente della sua spada tagliò a metà il colpo di Trunks lasciandolo di stucco. Quindi alzò la spada al cielo ed urlò "Spark Rain!" facendo cadere su Trunks una pioggia di folgori che lo colpirono mandandolo al tappeto. "Arrenditi Trunks! Non puoi farcela contro di me! Lasciati cadere tra le braccia della morte, non prolungare la tua sofferenza!" gli disse Lion avvicinandosi. Il saiyan però iniziò a ridere... "Che hai da ridere, pazzo?" chiese allibito Lion. Trunks si alzò in piedi e, asciugandosi il sangue che usciva dalla bocca, gli disse "Hai vinto il primo round amico, questo te lo concedo.... ma la vera battaglia comincia adesso! Finora non ti ho ancora mostrato la mia reale potenza!" Lion non rispose, aspettava che Trunks mettesse in pratica ciò che aveva appena detto... non aveva l'aria di chi sta bleffando! "È una cosa che ho imparato in 7 anni di allenamento.... trascenderò il limite del Super Saiyan e mi trasformerò in un super guerriero di secondo livello!" disse Trunks iniziando ad espandere la sua aura. I suoi capelli divennero ancora più sparati all'indietro e scariche di energia azzurra attraversavano la sua aura, ora era un Super Saiyan II "Riprendiamo pure il nostro combattimento!" disse con un sorriso.

EPISODIO 10 - UN NEMICO INVISIBILE

LIVELLI DI COMBATTIMENTO - LOTTA CONTRO I SICARI DI DAFNE

Trunks Super Saiyan II era di fronte a Lion e lo osservava con sguardo sicuro e autorevole: era pienamente consapevole di essersi portato al culmine della propria potenza. Fino ad allora si era divertito, limitandosi al primo livello del Super Saiyan, ma ora iniziava ad avere davvero fretta: doveva trovare C-17 e C-18 il prima possibile! Inoltre contro Lion non ce l'avrebbe mai fatta senza ricorrere a quella trasformazione. Lo spadaccino era preoccupato: Trunks esternamente non era cambiato quasi per niente, ma il suo sguardo era più determinato, più cattivo. Sapeva che da quel momento lo scontro avrebbe raggiunto un grado di difficoltà a cui non era certo di essere preparato! Quella situazione di immobilità era frustrante per Lion che decise di prendere l'iniziativa scagliandosi contro Trunks con un fendente della sua spada, ma trovò solo l'aria! Lo spadaccino si voltò e vide che Trunks era dietro di lui a diversi metri con le braccia conserte che gli sorrideva beffardo. Lion ringhiò, sudava freddo per la rabbia! Lui! Lo spadaccino più forte di Lady Dafne... non poteva essere preso in giro con tanta sfrontatezza! Alzò la spada al cielo e utilizzò nuovamente la sua Spark Rain, ma Trunks sfoderò a sua volta di nuovo la spada e la fece roteare sopra di sé respingendo agevolmente tutte le folgori che venivano ridotte in un pulviscolo azzurro che cadeva innocuo ai piedi di Trunks. "Non sai fare nulla di diverso Lion? Sarai anche bravo con la spada, ma il tuo repertorio di tecniche è un po' scarso, lasciatelo dire!" disse Trunks abbassando la spada. Lion era sempre più furibondo! Si scagliò nuovamente contro Trunks brandendo la spada pronto ad abbatterla su di lui. Ma il saiyan parò il colpo utilizzando la spada di Tapino che era ora attraversata da lampi di energia azzurra: la trasformazione di Trunks aveva migliorato anche l'efficacia della sua arma! Un violento rumore di metallo scaturì dallo scontro delle due armi, e la spada di Lion finì in mille pezzi! Lion era allibito mentre osservava il manico spezzato. Tremava vistosamente: ora era spacciato! Trunks iniziò a camminare verso di lui rivolgendoglisi con sarcasmo "A quanto pare hai rotto la tua spada... Seguendo la tua folle legge, questo significa che adesso posso eliminarti!" Lion continuava a tremare... ma Trunks gli sorrise per poi riporre la propria spada nel fodero "Però non mi sembra giusto usare la spada contro un avversario disarmato... Perché non mi mostri cosa sai fare senza la tua spada?" lo derise Trunks. Lion, colto dalla disperazione, raccolse tutta l'energia rimastagli e scagliò con entrambe le mani una sfera di energia contro Trunks, centrandolo in pieno. Purtroppo per lui l'attacco si rivelò inefficace in quanto Trunks aveva resistito perfettamente "Oh... e così sapevi fare qualcosa anche senza spada... buono a sapersi! Ma ora è giunto il momento di morire! Addio!" disse Trunks scagliando il Burning Attack contro Lion. Ci fu un esplosione che devastò l'intera foresta che era ancora in piedi. Quando la polvere si diradò, di Lion non era rimasta più nemmeno l'ombra! Trunks sorrise e tornò normale "Bene... ora vediamo dove si sono cacciati i cyborg!" disse tra sé e sé per poi alzarsi in volo alla ricerca di C-17 e C-18.

Nel frattempo C-18 e Ofion stavano combattendo furiosamente. Lo scontro era sempre sostanzialmente equilibrato e i due avversari si scambiavano violentissimi attacchi, anche se nessuno dei due riusciva ad assestare un colpo risolutivo all'avversario. Tuttavia Ofion iniziava da qualche minuto a perdere colpi, iniziava ad accusare la fatica e sentiva la necessità di fermarsi a riprendere fiato, ma C-18 non gli dava tregua e ogni volta che il rettile provava a fermarsi, lo attaccava selvaggiamente tempestandolo di violenti pugni e calci ad altissima velocità. Ormai Ofion iniziava ad essere in vistoso affanno, l'energia infinita della cyborg si stava rivelando un fattore decisivo. La guardia di Ofion aveva perso gran parte della sua efficacia e un pugno di C-18 riuscì a passare colpendolo in pieno volto e lasciandolo stordito. C-18 ne approfittò per sferrare l'offensiva vincente: lo colpì allo stomaco con una poderosa testata facendolo volare all'indietro, quindi si teletrasportò sopra di lui con la super velocità e lo abbatté con un colpo a due mani che lo scaraventò a terra. La cyborg rimase sospesa in aria e iniziò a bombardare di Ki blast il luogo dove il nemico si era schiantato, generando una serie di piccole esplosioni. Ben presto un polverone si alzò a saturare quasi totalmente l'aria circostante, quindi C-18 scagliò una energy ball generando una colossale esplosione. Quando la luce si fu diradata, di Ofion non vi era più traccia. La cyborg rimase ad osservare il punto dove si era schiantato il nemico: era una fossa profondissima di cui non si vedeva neppure il fondo, di certo non sarebbe mai potuto sopravvivere ad un simile bombardamento. Tuttavia lei aveva una brutta sensazione, che venne confermata quando sentì un violento colpo alla schiena che la fece volare verso il basso: riuscì a frenarsi e si voltò, restando stupita nel vedere che dietro di lei non c'era nessuno. "Ma cosa sta succedendo?" si chiese C-18, ma non ebbe il tempo di fare altro che sentì un violento dolore allo stomaco, come se fosse stata colpita da un pugno. Rimase piegata in due dal dolore, anche perché era stata colta impreparata da quell'attacco, non avendo visto nessuno avvicinarsi e tuttora non riusciva a scorgere chi l'aveva colpita. Un altro violento colpo al volto, probabilmente un calcio, la fece volare all'indietro mandandola a schiantarsi contro una montagna. C-18 provò a riprendersi, doveva assolutamente capire cosa stava succedendo. All'improvviso sentì un intenso calore all'altezza dell'addome, C-18 abbassò lo sguardo e rimase atterrita nel vedere una gigantesca sfera di energia a pochi centimetri dal proprio stomaco. Con un rapido movimento mise le braccia in avanti per proteggersi, perché era troppo tardi per evitare il colpo, e fu sparata all'indietro a trapassare da parte a parte la montagna che crollò. La cyborg era riuscita a limitare i danni e ricominciò a guardarsi furiosamente intorno finché non sentì una familiare risata. Allora ringhiò incollerita ed esclamò "Ofion! Sei ancora vivo!" Udiva la voce del rettile anche se non riusciva a capire da dove le parlasse "Si... sono riuscito ad evitare il tuo colpo all'ultimo momento, presumo tu non mi abbia visto schivarlo, ma del resto tu non riesci a vedermi nemmeno ora, vero?" Le chiese sibilino il rettile. C-18 continuava a muoversi e a guardarsi intorno, era molto nervosa "Dove sei viscido essere? Vieni fuori! Non ti nascondere codardo!" lo provocò, ma ricevette in risposta solo una seconda risata, seguita da una sfera di energia che proveniva dal basso. La cyborg evitò il colpo all'ultimo momento e contrattaccò con un raggio di energia diretto al punto da dove era partita la sfera, ma dall'ennesima risata di Ofion dedusse che l'aveva mancato! "Hahahaha! È inutile che ti sforzi, tu non puoi capire dove io sia... non ti sei resa conto che sono diventato completamente invisibile?" la provocò il rettile. C-18 ringhiò di rabbia, lo aveva sospettato a dire il vero, ma gli sembrava una tecnica così incredibile... In più, questo per lei comportava una seria complicazione che rischiava di farle perdere lo scontro e con esso la propria vita. Ofion continuò a parlare "Dal fatto che tu non ti stanchi mai, ho dedotto che tu sia una cyborg... una cosa che per certi versi può essere utile, ma per altri versi può risultare un grave handicap... Ti farebbe molto comodo in questo momento saper percepire l'aura come fanno i tuoi amici vero?" Le parole di Ofion erano come pugnalate all'orgoglio di C-18: si trovava in difficoltà non per la potenza dell'avversario, bensì per un proprio limite, un difetto che era tipico della sua natura... Per l'orgogliosa cyborg era un pensiero assolutamente insopportabile! Ofion si rese conto del suo turbamento e la derise " Oh.... ma perché quel bel visino è solcato da un espressione così arrabbiata? Ti senti impotente non è vero? Beh... tra non molto le tue sofferenze avranno termine!" Così dicendo Ofion scagliò nuovamente una sfera di energia su C-18 e stavolta la colpì in pieno e la fece cadere al suolo proprio nella fossa generata dal suo precedente attacco! "Com'è ironica la sorte! Proprio il posto dove sarei dovuto morire io... sarà la tua tomba!" disse beffardo Ofion mentre C-18 non si muoveva "Ora cancellerò ogni traccia della tua esistenza... addio!" Così dicendo, generò un'onda di acido che riempì totalmente la fossa sul fondo della quale era precipitata C-18. Era ormai totalmente riempita e C-18 non riemergeva! Della guerriera artificiale dallo sguardo di ghiaccio non era rimasta alcuna traccia. Ofion tornò visibile, osservò la pozza d'acido che ribolliva fumante e sorrise "Per quanto forte C-18 non poteva resistere immersa nel mio acido per così tanto tempo... Questo significa che è morta sul serio... Peccato però, era una bella creatura..." Così dicendo fece per allontanarsi in volo quando sentì una voce dietro di sé "Non sottovalutare le risorse di noi cyborg essere immondo!" Era la voce di C-18! Ofion si voltò incredulo e la vide riemergere circondata da una barriera simile a quella con cui C-17, anni prima, era riuscito a uscire indenne dall'attacco di Piccolo. Lei aveva usato la barriera per restare nascosta dall'ondata di acido e far abbassare la guardia ad Ofion, facendogli credere di essere stata ormai sconfitta. Ofion si affrettò a tornare invisibile, ma C-18 stavolta era preparata. "Eh no! Adesso non mi scappi più!" urlò alzando una mano verso il cielo "Apocalypse Attack!!!!!". L'Apocalypse Attack era la tecnica utilizzata da C-18 anni prima contro Super C-17 e consisteva in una tempesta di sfere di energia azzurre che si abbattevano contro l'avversario. L'attacco era a vastissimo raggio e pertanto Ofion non poteva essersi allontanato abbastanza per riuscire ad evitare la tempesta di sfere di energia che lo travolse in pieno facendolo tornare visibile. A quanto pare, bastava colpirlo per farlo tornare visibile! Ofion era bombardato da quegli attacchi che non gli davano neppure il tempo di muoversi, era davvero un colpo terribile! Ormai era ridotto ad un ammasso di poltiglia sanguinolenta volante "Sparisci!" urlò C-18 aumentando ancora l'intensità dell'attacco e spazzando letteralmente via l'avversario. Stavolta non era sparito grazie alla sua invisibilità: di lui non era davvero rimasto nulla! "Bene, me ne sono liberata!" disse C-18. Ora la sua attenzione venne attirata da qualcuno che stava volando nella sua direzione. Lei sorrise e lo salutò: era C-17 che l'aveva raggiunta. I due fratelli si salutarono dopo il lungo periodo in cui non si erano visti e fecero il punto della situazione, quindi decisero di proseguire insieme. In lontananza videro il cielo arrossarsi, eppure non era l'ora del tramonto... Capirono che una presenza negativa estremamente potente stava influenzando la natura circostante col proprio Karma oscuro. Era meglio stare in guardia... si stavano avvicinando all'antro del nemico.

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